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PD: non candidabile chi ha contribuito alla mala gestione del territorio

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Sull’inchiesta relativa alle accuse di voto di scambio mafioso che coinvolgono cinque ex amministratori del Comune di Anzio, interviene con una nota il Partito Democratico. Lo fa attraverso Benedetto Paris Presidente Forum Legalità
PD Provincia di Roma e Rocco Maugliani
Segretario PD Provincia di Roma.
Dal 2016 ci battiamo per avere luce sulle mafie nel litorale, in particolare sul potere ed il rapporto con le istituzioni di Nettuno ed Anzio da parte delle organizzazioni familiari della ‘ndrangheta – scrivono in una nota congiunta – Già nel 2016 chiedemmo l’insediamento della commissione d’accesso ad Anzio, ma sono dovuti passare anni e prefetti per arrivare a quella istituzione, il febbraio del 2022, comportando successivamente lo scioglimento dei due comuni. Da sempre abbiamo denunciato gli appalti, le minacce, gli affari della ‘ndrangheta ed i “casuali” intrecci con gli esponenti della politica, specialmente il centrodestra anziate. Adesso arriva l’iscrizione nel registro degli indagati addirittura dell’ex sindaco Candido De Angelis, oggi Lega, ieri Popolo della Libertà, con lui anche dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Ranucci di Forza Italia, l’ex consigliera Cinzia Galasso, di Fratelli d’Italia, la consigliera Lucia Pascucci della civica De Angelis e l’ex assessore Gualtiero Di Carlo. Ringraziamo la responsabile nazionale Legalità del Pd Senatrice Enza Rando – continuano Paris e Maugliani – per aver chiesto una nuova seduta della Commissione Antimafia e chiediamo che quanto prima si determinino anche le condizioni per la non candidabilità di chi è stato coinvolto in questa mala gestione del territorio, perché non dimentichiamo le tante ipotesi di candidature a livello regionale e nazionale di esponenti vicini alle amministrazioni coinvolte. I cittadini – conclude la nota – hanno bisogno di chiarezze”.