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Case green, arriva l’ok dal Parlamento europeo: ecco cosa cambierà

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construction site of new homes

Nella seduta della Plenaria di oggi, martedì 12 marzo, nella sede di Strasburgo del Parlamento europeo i deputati hanno approvato definitivamente l'”Energy performance of buildings directive“: la legge sull’efficienza energetica degli edifici ideata con lo scopo di ridurre il consumo energetico e le emissioni di gas a effetto serra del settore edilizio.

La direttiva è stata approvata dal Parlamento in via definitiva con 370 voti favorevoli, 199 voti contrari (tra cui anche i partiti di maggioranza del governo italiano, perché troppo sbilanciata per l’economia) e 46 astensioni.
La direttiva sulle prestazioni energetiche nell’edilizia mostra chiaramente come la politica climatica possa avere benefici reali e immediati per le fasce di popolazione più vulnerabili della nostra società – ha dichiarato il relatore Ciarán CuffeQuesta legge contribuirà a ridurre le bollette energetiche e ad affrontare le cause profonde della povertà energetica, offrendo nel contempo migliaia di posti di lavoro locali di alta qualità in tutta l’economia europea. Contrastando il 36% delle emissioni di CO2 dell’Europa, aggiunge un pilastro assolutamente essenziale al Green Deal europeo. Il risultato di oggi dimostra – ha concluso – che il Parlamento continua a sostenere un Green Deal che garantisca, nella stessa misura, equità e ambizione“.

Secondo la Commissione europea, infatti, gli edifici dell’Unione europea sono responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Per questa ragione, nel passato 15 dicembre 2021, la Commissione ha spinto per una proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, che fa parte del pacchetto “Pronti per il 55%“.
Adesso, con questa nuova normativa, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030. Gli Stati membri potranno tenere conto, nel calcolare le emissioni, del potenziale impatto sul riscaldamento globale del corso del ciclo di vita di un edificio, inclusi la produzione e lo smaltimento dei prodotti da costruzione utilizzati per realizzarlo.
Per gli edifici residenziali, i Paesi appartenenti all’Ue dovranno adottare misure per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Dovranno inoltre ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi di prestazione energetica.
Se l’economia lo permetterà, nel piano è prevista l’installazione progressiva di impianti solari negli edifici pubblici e non residenziali, in funzione delle loro dimensioni, e in tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030.

I primi cambiamenti si noteranno già dall’anno prossimo, quando verrà vietata la concessione di sovvenzioni alle caldaie autonome a combustibili fossili, nonostante sarà ancora possibile ottenere degli incentivi finanziari per i sistemi di riscaldamento che usano una quantità significativa di energia rinnovabile, come quelli che combinano una caldaia con un impianto solare termico o una pompa di calore. Il tutto, con lo scopo di eliminare i combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffreddamento entro il 2040.

Tuttavia, questa Energy performance ha delle clausole, in quanto gli edifici storici, agricoli, le chiese e altri luoghi di culto saranno esonerati da questi cambiamenti.
Per dare il via al procedimento, bisognerà aspettare l’approvazione formale da parte del Consiglio dei ministri.