Home Cronaca Riforma procedure sulla disabilità. Alicandri: “Governo fuori dal mondo reale”

Riforma procedure sulla disabilità. Alicandri: “Governo fuori dal mondo reale”

280
0

Sulle recenti nuove disposizioni per quanto riguarda le procedure relative alla disabilità, interviene l’ex consigliere comunale del PD di Nettuno Roberto Alicandri con un giudizio molto critico.

Si smetta di prendere in giro i disabili e le loro famiglie – scrive Alicandri -.
Nessuna categoria di cittadini dovrebbe essere presa in giro, ma quando le vittime dell’incapacità e dell’ignoranza politica diventano i disabili si arriva a livelli di ignobiltà ed abiettiezza che meritano di essere stigmatizzati con le parole più cattive e feroci che il nostro vocabolario ci fornisce. Mi spiego meglio. La ministra Locatelli ha infatti strombazzato la sua riforma sulle procedure che riguardano la disabilità, che però ha due caratteristiche fondamentali: la prima è che metà della riforma già esiste da anni e la seconda è che l’altra parte è impossibile da realizzare. Entrando nello specifico. La parte di aria fritta della riforma – scrive l’ex consigliere – è quella con la quale si dice che d’ora in poi la valutazione dell’invalidità e della disabilità verranno unificate, peccato però che questa cosa avvenga già da almeno 5 anni, da quando con un unico certificato telematico il medico di base può richiedere per il proprio assistito sia la valutazione della percentuale di invalidità, sia quella dei requisiti della legge 104 (disabilità) ed inoltre quella del collocamento mirato, che però evidentemente il ministro nemmeno conosce, perché non lo ha nemmeno mai nominato. Ma passiamo alla parte impossibile della riforma – continua Alicandri -, quella dove si parla di “valutazione multidimensionale per la creazione di un progetto di vita”. Parole sfavillanti, che però alla luce dei fatti placcano d’oro l’ennesima atroce presa in giro per le famiglie dei disabili. Secondo la ministra infatti verrebbero formati tavoli tecnici dove saranno presenti medici, tecnici della pubblica amministrazione e altre fantasmagoriche figure che affiancheranno costantemente ogni disabile in tutti gli aspetti e necessità quotidiane. La domanda viene spontanea, ma la ministra vive nel mondo reale o è convinta che se il popolo è senza pane possa mangiare brioches? Chiunque abbia nel proprio nucleo familiare un disabile, minorenne o maggiorenne che sia, – prosegue la nota – sa bene che il vero problema è proprio la scarsità di figure pubbliche che possano aiutare ed affiancare le famiglie. A partire dalle pochissime commissioni INPS che ci mettono anche anni a riconoscere una invalidità, per passare per i centri di neuropsichiatria infantile che sono talmente sottodimensionati e che nonostante l’impegno non possono garantire la prontezza delle risposte, per arrivare alla quasi totale assenza dei centri diurni con il risultato di lasciare un disabile che è appena diventato maggiorenne solo e senza prospettive. Questi sono ovviamente solo qualche esempio, – continua Alicandri – perché bisognerebbe parlare anche di sport e inclusione sociale e lavorativa, ma servirebbero altri fiumi di parole per essere esaustivi. Quindi se proprio non si vuole fare nulla per i disabili almeno ci si astenga dal prendere in giro chi conosce e vive certi problemi tutti i giorni. Chiunque viva nel mondo reale, e non barricato nei palazzi del potere, sa bene che si vuole fare davvero qualcosa si devono infatti assumere e formare figure e si deve investire in strutture. Si deve pensare poi alla possibilità di permettere alle famiglie di vivere la propria vita secondo la propria volontà, garantendo a chi vuole lavorare di avere determinati aiuti per poterlo fare e a chi è logorato dal doppio lavoro, fuori e dentro casa, di andare in pensione prima senza dovere fare la fame. Tutto il resto – conclude la nota – sono chiacchiere abominevoli, come quelle del ministro Locatelli, che meriterebbero di subire al più presto il più spietato karma”.