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Calcio (storico): un pallone a Firenze

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Quando si pensa al calcio è molto facile comparare le gesta delle squadre e dei campioni di un tempo con la situazione attuale (leggi l’articolo sulla storia della juve ad esempio). Una storia fatta di scudetti, di grandi vittorie, di coppe innalzate al cielo, di nomi che sono entrati di diritto nell’Olimpo dello sport e di colori che fanno battere forte il cuore di migliaia di tifosi sparsi in giro per tutta l’Italia e non solo.

Se poi si va ad “ampliare” il discorso coinvolgendo anche la maglia azzurra della Nazionale italiana, allora, si sa perfettamente che, tra le diverse vittorie contro i team stranieri, le più note a livello globale sono quelle dei Mondiali in Spagna del 1982 (3 ad 1 contro la Germania Ovest) ed in Germania del 2006 (5 a 3 contro la Francia in una estenuante corsa fino all’ultimo rigore).

E fino a qui è tutto normale, ma gli appassionati di storia sportiva sanno perfettamente che l’Italia ha dato i natali anche ad un altro tipo di calcio che ancora oggi viene giocato. Magari non proprio a livello nazionale, meglio dire più “locale” visto che di base è fiorentino, ma non per questo meno interessante o competitivo.

Stiamo dunque parlando del calcio storico fiorentino, altresì noto anche come calcio in livrea o in costume proprio per il particolare tipo di vestiario, che pare accorpare in sé sia le regole del calcio moderno che quelle del rugby.

Nato verso la fine del Quattrocento a Firenze, come facilmente intuibile, il calcio storico fiorentino era uno degli appuntamenti sportivi più importanti dell’epoca visto che c’erano addirittura papi (come Clemente VII, Papa Leone XI oppure Urbano VIII) e nobiluomini (come molti membri della famiglia de’ Medici che ai tempi governavano il capoluogo toscano) tra i giocatori.

Se poi consideriamo il fatto che queste partite si praticavano nelle piazze più grandi e prestigiose della città durante i giorni del Carnevale, allora, è davvero facile intuire come mai fosse così seguito. Nonostante non vi siano molti registri di tali partite, grazie alle cronache dell’epoca è comunque interessante notare come per ben due volte si disputarono delle partite sull’Arno ghiacciato (1490 e 1605) ed anche in “trasferta” (come a Lione nel 1575 oppure a Livorno nel 1766).

Non mancarono poi dei fatti violenti connessi al gioco come nel caso di una enorme rissa sul campo (1650) oppure con la morte di Filippo di Piero Strozzi per mano di un assassino (1681) proprio vicino al terreno di gioco mentre si stava disputando un incontro.

Dagli anni Trenta in poi si è provveduto a riportare in auge tale sport, cercando di rispettare dove possibile le tradizioni storiche “mischiandole” alle moderne misure di sicurezza, anche se venne interrotto durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale e poi di nuovo nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria Covid – 19.

Di media, inoltre, si è soliti disputare tre partite all’anno, per lo più a giugno, quindi è un’ottima attrazione turistica oltre ai classici musei e palazzi storici che arricchiscono la cornice di Firenze.