Immagina di voler comprare una pizza in una città che conosci poco. Per legge, le pizzerie migliori non possono farsi pubblicità, mentre quelle improvvisate, con forni non a norma e ingredienti scadenti, possono operare senza alcun controllo.
Sembra assurdo, ma è esattamente quello che accade nel gioco online italiano dal 2018. L’articolo 9 del Decreto Dignità, come ricorda l’AGCOM, ha vietato «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro».
Un divieto assoluto, pensato per proteggere i consumatori, che ha però creato un cortocircuito: obbligando al silenzio solo chi rispetta le regole, ha reso più difficile per un giocatore distinguere un operatore autorizzato da uno illegale.
I numeri lo confermano: secondo una ricerca della Luiss Business School per AGIC, nel 2025 il 14% dei giocatori che finiscono su canali non autorizzati lo fa inconsapevolmente – uno su sette, insomma, crede di stare giocando in un ambiente sicuro mentre non lo è. Il mercato illegale, del resto, vale tra i 20 e i 25 miliardi di raccolta annua e sottrae oltre 2 miliardi di entrate fiscali allo Stato.
Per capire meglio le radici di questo paradosso puoi leggere l’articolo Le restrizioni pubblicitarie per i casinò online, entrambi pubblicati su ilGranchio.
In questo scenario, il numero di concessione ADM esposto nel footer del sito è un indicatore importante di sicurezza. Ecco perché.
Cos’è la licenza ADM e perché è un parametro importante
La concessione ADM (Agenzia delle Dogane e Monopoli) è l’autorizzazione amministrativa che permette a un operatore di offrire gioco a distanza in Italia. Non è un semplice bollino, ma un contratto che comporta obblighi rigidi di trasparenza, certificazione tecnica e protezione del giocatore.
Dal 13 novembre 2025, il quadro è stato completamente ridisegnato dal Decreto Legislativo 41/2024, noto come Riforma Leo, che ha portato a un drastico riordino del settore: come riporta Italian Gaming Expo, le nuove concessioni sono state assegnate a 46 operatori per un totale di 52 licenze, eliminando le vecchie proroghe che coinvolgevano oltre 200 soggetti.
Da allora, ogni concessionario può operare con un solo dominio ufficiale .it, con divieto di reindirizzamenti e sottodomini: uno stop netto a circa 350 “skin” – i siti clone che spesso confondevano gli utenti.
Nel 2024, prima ancora della stretta, il gettito erariale del gioco pubblico ha raggiunto gli 11,5 miliardi di euro, mentre i siti illegali inibiti sono stati 721, più del doppio rispetto all’anno precedente, come ha rilevato Agipronews.
Numeri che mostrano l’enorme posta in gioco, ma anche la sproporzione tra un mercato regolato – controllato, tassato – e un sommerso che prospera nell’ombra.
La licenza ADM è quindi un elemento importante che puoi verificare con un semplice sguardo prima di iscriverti. Non è solo un adempimento burocratico: significa che dietro quel sito ci sono server certificati, software controllati da enti terzi e un sistema di tutele che nessun operatore illegale può nemmeno imitare.
E se un sito non espone il numero di concessione, o lo espone ma non compare nella lista ufficiale, non c’è margine di dubbio: meglio chiudere la finestra e cercare altrove.
Cosa verifica realmente l’Agenzia Dogane e Monopoli
Ottenere e mantenere una concessione ADM richiede il superamento di verifiche tecniche puntuali, condotte da Organismi di Verifica (OdV) riconosciuti dall’Agenzia. Questi organismi certificano l’intera piattaforma di gioco, dal software all’hardware, monitorando nel tempo la conformità e segnalando eventuali anomalie che possono portare alla revoca della licenza.
La procedura non è affatto statica: il concessionario deve inviare all’ADM il progetto di piattaforma, la certificazione OdV e uno schema dettagliato dell’infrastruttura informatica – server, firewall, indirizzi IP – per la verifica della sicurezza dei sistemi informatici (SSI), come spiega La Legge per Tutti.
Ma cosa viene controllato esattamente? L’attenzione si concentra su tre aspetti fondamentali, come sottolinea Cyberlaws: il generatore di numeri casuali (RNG), che garantisce l’imprevedibilità dei risultati, la sicurezza dei sistemi informatici (crittografia SSL, protezione dei dati) e la percentuale di ritorno al giocatore, il famoso RTP (Return To Player).
Per i giochi di sorte a quota fissa, l’RTP non può scendere sotto il 90% della raccolta, al netto dei jackpot, mentre per il Bingo il minimo è fissato al 70%.
Proprio perché la trasparenza sul RTP è una cartina di tornasole della serietà di un operatore, se sei interessato a scoprire giochi da tavolo casinò con RTP alto, una selezione curata è disponibile su Tuttosport.
Naturalmente, prima di consultare qualsiasi lista, il passo irrinunciabile è sempre lo stesso: accertarti che nel footer del sito compaia il numero di concessione ADM.
L’iter di certificazione, insomma, non è una pratica una tantum. Le verifiche sono permanenti e la concessione può decadere in qualsiasi momento se i requisiti minimi vengono meno. Questa continuità di controllo è ciò che distingue nettamente un sito autorizzato da uno che si limita a copiare l’estetica di un casinò legale senza avere nulla dietro.
Il numero di concessione nel footer: un indicatore tangibile di sicurezza
Il punto è: come fai, in concreto, a sapere se il sito che stai guardando è autorizzato? L’Agenzia impone a ogni concessionario di esporre in modo visibile, almeno nella parte bassa della home page, il numero di concessione a cinque cifre, affiancato dal logo dell’ADM – un timone a metà con i colori della bandiera italiana.
È un dettaglio che gli operatori illegali non possono riprodurre senza esporsi a un reato, perché la lista dei concessionari autorizzati è pubblica e consultabile da chiunque in tempo reale sul sito ADM.
Osservare quei tre segnali – footer, dominio e dati societari – ti mette già in una posizione di vantaggio. Ecco un framework di verifica autonoma in tre passi che puoi applicare ogni volta che apri un sito di gioco.
Passo 1: Controlla il footer – il numero di concessione
Scorri fino in fondo alla pagina: se vedi un numero a cinque cifre con il logo ADM, hai già superato il primo filtro. Quei numeri corrispondono a concessionari attivi e possono essere verificati digitandoli nella sezione pubblica del portale ADM. È l’elemento più difficile da falsificare, perché l’elenco ufficiale è l’unico riferimento valido.
Passo 2: Verifica dominio e dati societari
Il dominio deve terminare con .it e l’indirizzo deve cominciare con “https”, con l’icona del lucchetto che certifica la connessione crittografata SSL. Inoltre, un operatore legale è obbligato a esporre i propri dati fiscali e un recapito fisico. Se trovi domini strani (tipo .com o .eu senza un chiaro ancoraggio italiano), oppure se mancano partita IVA e sede legale, qualcosa non torna.
Passo 3: Controverifica sul sito ufficiale ADM
Vai alla pagina “Concessionari autorizzati al gioco a distanza” sul portale ADM e cerca il numero di concessione che hai visto nel footer. Per ogni licenza troverai la denominazione sociale e l’indirizzo ufficiale del sito. Se il dominio che stai visitando non corrisponde a quello registrato da ADM, sei di fronte a un clone.
A completare il quadro, l’Agenzia mantiene anche una black list di siti inibiti: se tenti di accedere a uno di questi, la connessione viene reindirizzata automaticamente a una pagina di avvertenza ADM.
Oltre la licenza: le tutele concrete per il giocatore
La presenza della concessione ADM non è solo una garanzia di gioco corretto. Scegliere un sito autorizzato significa entrare in un ecosistema che protegge il giocatore da diversi punti di vista. Sul fronte fiscale, per esempio, tutte le vincite sono tassate alla fonte: il concessionario agisce come sostituto d’imposta, quindi le somme che ricevi sono già nette e non vanno dichiarate al Fisco. Nessun rischio di dimenticare adempimenti o di incorrere in sanzioni.
Inoltre, la Riforma Leo ha rafforzato le misure di gioco responsabile. Come illustra Il Sole 24 Ore, i concessionari devono ora offrire strumenti di autolimitazione – puoi impostare un tetto massimo di tempo di gioco, di spesa o di perdita – e messaggi automatici che ti avvisano in tempo reale sulla durata della sessione e sul livello di spesa accumulato.
Sul fronte dell’autoesclusione, l’ADM gestisce un Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA), a cui puoi iscriverti in qualsiasi momento. Il meccanismo è modulabile: puoi escluderti da tutti i concessionari (modalità trasversale), da un solo operatore o anche da una singola categoria di gioco.
L’autoesclusione a tempo indeterminato è permanente e revocabile solo dopo nove mesi; quella a tempo determinato può durare fino a 270 giorni e, una volta attivata, non può essere interrotta prima della scadenza. Per dubbi o assistenza è attivo il numero verde 800 558822.
Queste tutele non sono opzionali: sono obblighi che valgono solo per gli operatori in possesso di una concessione ADM. Se giochi su un sito non autorizzato, non esiste alcun obbligo di protezione, né un registro a cui appellarsi.
Limitazioni e controindicazioni: cosa la licenza ADM non garantisce
Bisogna però guardare in faccia la realtà: la licenza ADM certifica la legalità e la correttezza tecnica, ma non elimina il rischio di sviluppare una dipendenza o di subire perdite economiche. La responsabilità del comportamento resta in capo al giocatore, e gli strumenti di autolimitazione funzionano solo se utilizzati con consapevolezza.
L’autoesclusione, se da un lato è una tutela importante, ha tempi rigidi: chi si autoesclude a tempo determinato non può rientrare prima della scadenza, anche se cambia idea dopo poche ore. Per qualcuno questa rigidità potrebbe risultare eccessiva, ma è pensata proprio per impedire decisioni impulsive.
Vale poi la pena ricordare che, nonostante la stretta del nuovo regime, il mercato illegale non è stato debellato. I 20-25 miliardi di raccolta annua stimati dalla ricerca Luiss citata in apertura dimostrano che il sommerso rimane una realtà massiccia.
Anche la presenza del numero di concessione nel footer, pur essendo un indicatore importante, non è immune da tentativi di contraffazione: siti cloni possono copiare un numero legittimo. Ecco perché la controprova sul portale ADM, come descritto nel passo 3, non va mai saltata. La licenza è la bussola, ma sei tu a doverla usare per orientarti.
Conclusione
In un sistema in cui la pubblicità è vietata e gli operatori illegali si mescolano ai legali, il numero di concessione ADM resta un importante àncora di salvezza per chi vuole giocare in sicurezza.
Prima di ogni iscrizione, prenditi trenta secondi per applicare i tre passi: guarda il footer, controlla dominio e dati, controverifica su ADM. È un’abitudine semplice che ti mette al riparo dai rischi di un mercato sommerso che, numeri alla mano, non accenna a scomparire.
Verificare la licenza non è un tecnicismo: significa scegliere un ambiente certificato, fiscalmente trasparente e dotato di strumenti di protezione reali. Non fidarti solo delle recensioni o del passaparola.
Quel numero a cinque cifre, in fondo alla pagina, è la prova che dall’altra parte dello schermo c’è un sistema regolato, con controlli permanenti e tutele che nessun sito illegale può nemmeno promettere. Ed è un elemento importante, davvero.



