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Maria Cupelli (foto da facebook)

L’ispettore capo della Polizia municipale del Comune di Anzio Maria Cupelli dovrà presentarsi il prossimo 7 febbraio davanti alla Commissione disciplinare del Comune per rispondere di due post pubblicati sulla propria pagina Facebook il 5 e 6 dicembre scorso nei quali, intervenendo  nel dibattito sull’inchiesta che vede coinvolto il sindaco di Anzio Candido De Angelis, denunciato per un’evasione fiscale da un milione di euro dalla Guardia di Finanza, aveva sollevato dei dubbi sul fatto che lo stesso potesse continuare a ricoprire il ruolo di primo cittadino. Alcuni giorni fa è arrivata alla segretaria del sindaco una nota che faceva riferimento ai giudizi espressi da Cupelli che, oltre che rappresentante sindacale RSU, è anche attivista del Partito democratico e, particolare non secondario, madre del consigliere comunale di Alternativa per Anzio Luca Brignone che aveva espresso dure critiche proprio contro il sindaco.

La nota arrivata in segreteria è stata trasmessa alla segretaria generale del Comune Giosy Pierpaola Tamasello che ha deferito Maria Cupelli alla Commissione disciplina che non sarà presieduta dal dirigente della Polizia locale Sergio Ierace, per motivi di incompatibilità, ma dalla dirigente comunale Angela Santaniello. Nel provvedimento di rinivo alla Commissione disciplina a Cupelli vengono contestati l’uso di notizie private e dichiarazioni offensive nei confronti di un pubblico amministratore. Insomma, una sorta di lesa maestà.

Sulla vicenda intervengono con una dura nota i rappresentanti sindacali territoriale della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil. Ci chiediamo – scrivono i sindacati – quale sensibilità sia stata urtata tanto da mettere in moto una contestazione disciplinare a una macchina amministrativa, che è patrimonio pubblico, per censurare tale diritto di critica quale “dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione, dei propri colleghi e dei responsabili”. Attenderemo che la Commissione Disciplinare esaurisca il suo compito e valuteremo il contenuto delle sue decisioni, ma sicuramente non sottaceremo qualsivoglia attentato al diritto di critica e alla libertà di opinione della delegata, della lavoratrice, della cittadina e della donna, come di qualsiasi altro lavoratore, reagendo con adeguato vigore a tutela del diritto del lavoro e della democrazia”.