Home In evidenza Piano dei rifiuti, SI rimprovera il comune di Anzio: “A quando la...

Piano dei rifiuti, SI rimprovera il comune di Anzio: “A quando la vostra voce in Regione?”

1385
0

La Regione festeggia il nuovo piano dei rifiuti e dice no ad altri impianti termovalorizzatori, ma ad Anzio, che rischia la realizzazione di ben due centrali a biogas, c’è poco da star tranquilli soprattutto perché l’Amministrazione comunale continua a non far sentire la propria voce.

L’attacco, diretto e senza termini, arriva dalla Sinistra italiana che tramite il coordinatore locale Luca Brignone si riallaccia alla recente determinazione regionale sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e tira in ballo la Giunta guidata da Luciano Bruschini. “Il 22 aprile scorso la Regione ha approvato in giunta la Delibera relativa alla determinazione  del fabbisogno – rende noto Brignone – Un documento fondamentale, mancante dal Piano regionale dei rifiuti da ormai tre anni, che ha causato un contesto di vuoto normativo che gli affaristi del mestiere hanno cercato di sfruttare a proprio vantaggio, delle volte sulla pelle dei cittadini, come successo da noi ad Anzio. Però mentre dalla Pisana festeggiano per la mancata riapertura della discarica di Malagrotta e di nuovi impianti di termovalorizzazione, il comune di Anzio ha poco da stare tranquillo. Nel rapporto tecnico allegato alla delibera, infatti, non si citano mai impianti a biogas, ma ci si fa indirettamente riferimento”. Nell’ultima parte del documento regionale si parla infatti del “periodo trascorso dall’approvazione del vigente Piano, durante il quale sono migliorate le capacità di compostaggio e di valorizzazione delle frazioni umide, attraverso l’autorizzazione di ulteriori capacità di trattamento degli impianti esistenti”.  La giunta Zingaretti, in proposito, scrive a chiare che “sono tuttora in corso i procedimenti per l’autorizzazione di altri impianti distribuiti in tutta la regione”. Insomma, tuona Sinistra italiana “il documento è alquanto deludente, sia perché non dimensiona gli impianti necessari al trattamento della frazione umida sia perché lascia la palla ai Comuni e ai privati. La delibera ora entrerà in un processo in cui sarà possibile fare osservazioni tecniche in merito, per cambiarne alcune parti. Il Comune ha intenzione di far sentire la propria voce a partire dalla prossima Commissione regionale, o manderà di nuovo il “povero” Dell’Accio a leggere la letterina del Sindaco priva di elementi tecnici rilevanti? Impugnerà gli elementi critici e difenderà i cittadini di Anzio o dirà per l’ennesima volta di non sapere niente, o peggio, di non avere i documenti?”.