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Il Pd sulle dimissioni dell’assessore Ludovisi: “Coppola senza maggioranza”

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Non sono mancate le reazioni alle dimissioni del secondo componente della giunta Coppola, con la notizia di questa mattina dell’addio dell’ormai ex assessore Camilla Ludovisi.

I consiglieri comunali del Partito Democratico Roberto Alicandri e Marco Federici hanno affidato il loro pensiero a una nota: “Il secondo petalo dell’amministrazione Coppola si è staccato, come in una sorta di margherita immaginaria che viene sfogliata chiedendosi se il sindaco si dimetterà oppure verrà sfiduciato – hanno scritto i due – le parole dell’ex assessora Ludovisi sono certamente forti e seppur con argomenti totalmente diversi altrettanto pesanti come quelle scritte pochi giorni fa dall’ex assessora Noce. Eppure a noi spetta cogliere soprattutto i lati politici ed amministrativi degli atti, seppure non possiamo essere impermeabili, per archetipo, a quelli umani, che restano fondamentali“.

Partiamo dal lato politico – continuano i due – come già detto e ridetto, a costo di sembrare dischi rotti, non si può non sottolineare ancora una volta che il sindaco non ha più una maggioranza eppure nonostante questo fatto evidente il suo silenzio pubblico prosegue. Nonostante riunioni distopiche con quella che è la parvenza di una maggioranza, dove si assistono a combattimenti tra galli degni delle peggiori palenques messicane, nessuna posizione ufficiale viene diramata alla città, trapelano solo indiscrezioni. Dal punto di vista amministrativo invece, a costo di apparire pedanti, non si può non dire che da oggi la giunta non rispetta più le quote di rappresentanza femminile e quindi sostanzialmente è illegittima. A meno che non si voglia seguitare a deliberare mettendo assenti le due assessore dimessesi. Un escamotage più mefistofelico che machiavellico. Due evidenze, comunque, quella politica e quella amministrativa palesi che però non risvegliano il confuso centrodestra locale”.

“Coppola resta nella sua isola del Pacifico, vestito con la mimetica della forze imperiali giapponesi a combattere una guerra già perduta – concludono i consiglieri comunali – senza avere una linea politica e senza una retroguardia alle spalle, tranne qualche pessima imitazione dei repubblichini di Salò, di cui tutti noi si farebbe volentieri a meno. L’amministrazione, nel senso degli atti messi in atto da chi dovrebbe governare, ne risulta impantanata e il fango è talmente alto da togliere il fiato a molti. Chissà quanto durerà ancora questa apnea prima che la città torni di nuovo a respirare“.