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Nettuno, il Pd chiede regole chiare per il suolo pubblico

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A pochi giorni dalla riapertura del dei pubblici esercizi, i consiglieri comunali del Pd di Nettuno Roberto Alicandri e Marco Federici intervengono con una nota nella quale chiedono al sindaco Alessandro Coppola e all’amministrazione comunale di regolamentare il suolo pubblico. Che, a quanto sembra, rappresenterà la valvola di sfogo per la ripresa delle attività di ristoranti, pizzerie, pub e bar.
Dopo mesi di sacrifici che hanno visto coinvolti tutti i nostri concittadini – scrivono Federici e Alicandri – finalmente il 26 aprile potremo tornare a respirare a pieni polmoni un po’ di normalità. Sembra ormai certo infatti che la stragrande maggioranza delle attività commerciali potrà riaprire. Nel caso specifico di bar e ristoranti si parla di grande flessibilità con riguardo soprattutto agli spazi esterni. Quindi ora più che mai serve una programmazione del suolo pubblico per evitare che si reiterino le condizioni di far west e di legge del più forte che si sono già viste negli ultimi mesi. Purtroppo – continua la nota – non sono bastate le situazioni di tensione che sono scoppiate in vere e proprie liti per far capire al sindaco Coppola che serve una regolamentazione dell’occupazione del suolo pubblico che garantisca a tutti le stesse condizioni e garanzie in questo periodo di pandemia. Ancora oggi in molte zone di Nettuno proprio a causa dell’anarchia voluta da questa amministrazione, sotto la cenere covano litigi ed incomprensioni tra i commercianti che rischiano di deflagrare. Avevamo già da marzo scorso chiesto un intervento ma nulla è stato fatto. Come sempre. Dopo un anno – scrivono ancora Alicandri e Federici – la situazione è sempre la stessa e noi ci troviamo a ribadire la assoluta necessità di attuare una regolamentazione che possa permettere a tutte le attività di ripartire con le stesso opportunità. Da parte nostra auspichiamo che vengano aumentati tutti gli spazi in modo equo e compatibilmente alle necessità di tutti. Un intero anno di immobilismo su questo settore rischia di causare ulteriori danni a chi ha già pagato un prezzo altissimo. Insomma oltre al danno anche la beffa di vedersi dimenticati dalla politica. Si faccia quindi presto perché al 26 aprile manca poco”.