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Alessandro Coppola
Il sindaco di Nettuno Alessandro Coppola
Il sindaco di Nettuno Alessandro Coppola prende atto della fronda di una parte della maggioranza di centrodestra per interrompere la legislatura a poco più di un anno delle elezioni. Una posizione che conferma come alcuni componenti della coalizione nella giornata di mercoledì abbiano avuto un abboccamento con sette consiglieri comunali – su nove perché i due del Movimento 5 Stelle non hanno aderito – per portare le firme dal notaio. Davanti ad una manovra che è poi naufragata, il sindaco di Nettuno reagisce e si dice pronto a ripartire.
“Nettuno vive una difficile stagione politica, questo è un fatto evidente ed innegabile – scrive sulla propria pagina Facebook -. Nonostante ciò c’è la voglia, almeno da parte mia, di andare a avanti e lavorare con impegno per il bene della città. Arrendersi adesso sarebbe una sconfitta imperdonabile dopo aver chiesto la fiducia dei nettunesi per portare avanti un progetto di città che stiamo facendo fatica ad attuare, anche per le particolari condizioni storiche che siamo stati chiamati a fronteggiare. Ai cittadini nettunesi rivolgo il mio pensiero quando di fronte a certe situazioni e comportamenti arrivo a pensare che questa esperienza politica e amministrativa sia arrivata al limite.
Prendo atto – continua il sindaco di Nettuno – che una parte della mia maggioranza ha pensato di poter chiudere questa esperienza. Tuttavia, non ritengo oggi che l’interesse dei cittadini sia l’ennesimo commissariamento e voglio impegnarmi per dare un’altra opportunità a questo progetto politico e vedere se insieme riusciremo a trovare la strada per migliorare Nettuno. Di questa situazione e di tutte le scelte che riguardano la mia giunta, mi sembra assurdo anche doverlo sottolineare, sono il responsabile unico in qualità di Sindaco della Città di Nettuno. Il Sindaco sono io e anche se altri ambiscono a questo ruolo al momento possono solo stare a guardare. Chiunque voglia vendere alla stampa storie di ingerenze, suggeritori e quant’altro mette in ridicolo sé stesso e il ruolo delle Istituzioni che tenta di minare”.