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Camarda e D'Aprano

È saltata questo pomeriggio la commissione bilancio del Comune di Nettuno che era stata convocata per esaminare ed esprimere il parere sul consuntivo 2019 che dovrà essere approvato entro l’11 agosto prossimo, pena il commissariamento e il possibile scioglimento della legislatura. E’ infatti accaduto che dei componenti della maggioranza di centrodestra della Commissione fosse assente la consigliera Lucia De Zuani. A quel punto i consiglieri di minoranza presenti in commissione, Mauro Rizzo del Movimento 5 Stelle e Roberto Alicandri del Partito democratico, hanno abbandonato i lavori per protesta. Il sindaco Coppola ha cercato di convincerli a restare in commissione per proseguire i lavori, ma i due consiglieri di opposizione hanno deciso di abbandonare la riunione.
Ancora una volta – spiegano in una dura nota Rizzo e Alicandri – la maggioranza raffazzonata dal sindaco Coppola fallisce un appuntamento decisivo. Nonostante la messa in mora del Prefetto manca il numero legale in commissione per dare il parere sul consuntivo. Come avevamo già ampiamente annunciato non abbiamo mantenuto il numero legale per rendere da un lato palese la mancanza di responsabilità di questa coalizione e dall’altro perché non si può abusare del nostro senso di responsabilità soprattutto per un nodo decisivo per una amministrazione come le delibere che trattano di bilancio. Assente dunque in commissione la consigliera di maggioranza De Zuani, componente di un nuovo gruppetto che seguita a dirsi accanto al sindaco ma che palesemente sta sbracciando per avere un posto in giunta”.
Da parte nostra – continuano i due consiglieri di minoranza – non possiamo che evidenziare ancora una volta la mancanza di senso delle istituzioni di una maggioranza che litiga sui posti di potere (dopo due mesi la giunta è ancora senza deleghe) e che quando si tratta di questioni importanti per la città latita. Nell’ultimo consiglio comunale convocato dalla minoranza – ricordano Rizzo e Alicandri – un consigliere di maggioranza (dimostrando assenza di senso democratico) ci chiese scocciato per la perdita di tempo (parole sue) di sobbarcarci il costo che avrebbe sostenuto l’ente per celebrare il consiglio (pochi euro); ora noi dovremmo chiedere perché la città sta pagando (circa 18000 euro) da due mesi gli assessori che non avendo deleghe non possono nemmeno operare. La democrazia è un esercizio di vita e non una semplice parola”.