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Nettuno: l’Unicivica verso lo smantellamento e nessun evento per il 76° dello Sbarco

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Due mesi fa l’iniziativa del Comune di Nettuno di inchiodare il manifesto a sostegno della condizione femminile nella giornata contro la violenza sulle donne sugli otto murales che ricordavano lo Sbarco, era stata bollata, tra le polemiche, come “deficit culturale” dell’amministrazione comunale di centrodestra che amministra la città: una iniziativa lodevole come il manifesto a sostegno della condizione femminile in danno di un’altra giusta iniziativa, quella dei murales contro la guerra. Come se Nettuno avesse esaurito i muri sui quali affiggere striscioni. Pensavamo, e speravamo, di non dover parlare più di deficit culturale. Purtroppo non è così e trova conferma in almeno due situazioni che si stanno verificando in questi giorni a Nettuno: la prima è la modifica del regolamento dell’Università civica “Andrea Sacchi” che toglie i requisiti per la scelta del presidente e del consiglio di amministrazione, toglie la rappresentanza degli studenti e dei docenti nel cda e, in buona sostanza, consente anche ai consiglieri comunali di far parte del consiglio. Insomma, un’istituzione storica che tanto ha dato negli ultimi 25 anni alla cultura locale rischia di essere assoggettata alla politica peggiore trasformandosi in poltronificio. Un regolamento al ribasso per l’Unicivica “Sacchi” che è bloccata e inoperativa da un anno. E la conferma arriva nell’ultimo consiglio comunale durante il quale l’assessore alla Cultura Camilla Ludovisi à andata oltre annunciando, di fatto, lo smantellamento della “Sacchi”. Nel suo intervento l’assessore ha detto di non capire a cosa servano i corsi dell’Unicivica.
L’altro aspetto che ci preme evidenziare è la totale assenza di iniziative collaterali alle celebrazioni del 76 anniversario dello Sbarco: mentre Anzio ha varato un programma fitto che coinvolge tutte le scuole territorio, ha istituito un premio alla Pace, ha coinvolto personaggi della cultura, storici e giornalisti, a Nettuno l’amministrazione comunale si è invece limitata ad organizzare le rituali celebrazioni ai cimiteri di guerra e al Bosco di Foglino non accompagnando questi appuntamenti con iniziative in grado di coinvolgere il territorio, le nuove generazioni, in una pagina dolorosa della nostra Storia. Solo l’associazione Rievocatori ha organizzato un raduno di mezzi del periodo bellico a Villa Borghese; ma si tratta di un’iniziativa privata che non ha coinvolto il Comune. Né il sindaco, né la Giunta comunale, e in particolare l’assessorato alla Cultura e Pubblica istruzione, hanno mosso un dito per rendere la ricorrenza dello Sbarco più solenne e partecipata come è sempre accaduto anche quando il comune di Nettuno era Commissariato: in proposito giova ricordare come lo scorso anno l’anniversario fu accompagnato da una serie di iniziative culturali e rievocative dell’evento realizzate dall’università civica “Sacchi” – prima della nota crisi che la smantellasse… – e dalla Pro loco “Forte Sangallo”. Dopo un anno il nulla. Sì, è deficit culturale. Ed è un problema.