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Passa solo con i voti della maggioranza di centrodestra in consiglio comunale, a Nettuno, l’adesione e il sostegno al percorso dei lavori della Commissione Segre contro il razzismo e l’antisemitismo voluta dal Senato della Repubblica. Al momento del voto tutta la minoranza è uscita dall’aula consiliare. Presentato dalla stessa minoranza, il testo era poi stato emendato dalla maggioranza che aveva tolto il termine “antifascista”, “per evitare polemiche di natura politica”, come ha spiegato il sindaco Sandro Coppola rispondendo al consigliere Roberto Alicandri che gli chiedeva conto dei motivi che lo avevano spinto a togliere il termine dal testo. E polemiche ci sono subito state perché i consiglieri di minoranza Antonio Taurelli, lo stesso Alicandri, Marco Federici e Waldemaro Marchiafava hanno contestato la modifica chiedendo che il termine “antifascista” fosse reinserito nel testo.

“Il fascismo è stato totalitarismo che ha distrutto il nostro paese – ha detto il consigliere Federici – e fatto le leggi razziali hanno sterminato famiglie intere. Non possiamo ignorarlo”. “Ed è ancora più grave – ha aggiunto Alicandri – per un comune medaglia d’oro al merito civile”. Dai banchi della maggioranza il consigliere Genesio D’Angeli (Fli) ha ribattuto che se nel testo della mozione fosse stato inserito anche il termine anticomunista lui avrebbe accettato anche il termine antifascismo. Il consigliere Massimiliano Rognoni della Lega ha invece spiegato che fascismo e comunismo sono superati dalla storia. Un muro contro che ha portato tutta la minoranza ad abbandonare l’aula e a non partecipare voto. Quindi la mozione è passata con i voti della sola maggioranza senza il termine “antifascista”.