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Tagli all’assistenza domiciliare, sindacati sul sentiero di guerra: “Ci mobiliteremo”

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E’ firmata dalle sigle Funzione pubblica Cgil, Fiscasat e Uil la nota con la quali i sindacati protestano contro il taglio – l’ennesimo – di ore all’assistenza domiciliare distrettuale H6 di Anzio e Nettuno.

Su questo – annunciano – mobiliteremo con forme di lotta ed azioni di sensibilizzazione gli operatori e le operatrici del servizio di assistenza domiciliare distrettuale, le famiglie coinvolte nel servizio e quegli utenti che rischiano di vedere allontanarsi nel tempo (e forse mai) il momento nel quale riceveranno finalmente delle risposte ai propri bisogni“. Le tre organizzazioni sindacali nelle scorse ore hanno incontrato l’Ufficio di Piano e l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Nettuno Maddalena Noce in merito al futuro del servizio di assistenza domiciliare distrettuale. “Abbiamo chiesto la riunione perché nelle ultime settimane le ore di assistenza hanno subito una diminuzione dovuta al mancato scorrimento della lista di utenti fragili in attesa e l’attivazione di nuovi casi. Gli amministratori ci hanno annunciato che stanno lavorando alla nuova gara, in fase di prossima pubblicazione“.

“Come Organizzazioni sindacali riteniamo inaccettabile che l’assistenza domiciliare venga ridotta ancora una volta. Da anni chiediamo il ripristino dei fondi legati al sociale, cosa puntualmente disattesa, anzi peggiorata. Pertanto annunciamo sin da ora che ci attiveremo con una forte mobilitazione al fine di evitare questa ennesima macelleria sociale”.

Invece di sforzarsi a reperire ulteriori risorse da destinare alle fasce deboli e bisognose della popolazione locale, le Amministrazioni locali si dimostrano ancora una volta non all’altezza del proprio compito, dimostrando scarsa lungimiranza“.

Le politiche sociali, l’intervento per quella parte di popolazione che non riesce a soddisfare le proprie necessità in tema di assistenza, cura, integrazione e sollievo dalla propria condizione di bisogno, dovrebbero essere non il campo per scontri politici, sterili protagonismi o egoismi “campanilistici” ma semmai il terreno per un lavoro comune di alto profilo civile e sociale, il campo per una azione di programmazione,gestione e implementazione di servizi finalizzata a moltiplicare gli sforzi per reperire risorse dai bilanci comunali, aggiuntive a quelle regionali“.