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Il regista Riccardo Canini torna ad Anzio per girare ‘The bunker’

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Riccardo Canini

E’ una delle eccellenze del territorio che, a quanto pare, si conferma molto ricco dal punto di vista dei talenti. Dopo essere stato alla Pixar, in California è tornato ad Anzio per girare il primo episodio di ‘The bunker‘, una serie che terrà tutti con il fiato sospeso e il cui trailer sui social e su You Tube sta già spopolando.

Riccardo Canini, figlio d’arte (suo padre Randolfo era bassista nella cover dei Deep Purple e suo fratello Alessandro è produttore e batterista di Antonello Venditti) è uno dei registi e Visual artist emergenti a livello nazionale.

Tra i riconoscimenti andati a Canini ci sono il David di Donatello (2011) con l’opera “Jody delle Giostre”, la Biennale di Venezia 66° con “Recordare”, il  premio per il videoclip “Mani nelle Mani” di Michele Zarrillo e quello per il videoclip ‘La ragazza del lunedì‘ di Antonello Venditti e Carlo Verdone. Ma il curriculum è ancora lungo: è ancora Riccardo Canini ad aver curato e diretto il live di Venditti allo Stadio Olimpico dell’album “Tortuga un giorno in Paradiso”, lo speciale dedicato a Domenico Modugno su Rai1, il film “Le Memorie nel Petto” (Giuseppe Verdi) e la produzione “Infinity” in collaborazione con Giammarco Puntelli e Mondadori.

In tema di collaborazioni, è del regista anziate la produzione esecutiva con Paolo Coviello per Winehouse Studios, ‘The bunker‘ girato interamente ad Anzio, con  Stefano Sala, Dasha Dereviankina, Francesco Castiglione e Cristiana Esposito.

Ma di cosa parla ‘The bunker’? “Una coppia, una dottoressa e un uomo in blu. Una mela e due pillole, una rossa e una gialla. Tutto ha inizio. Usciranno se faranno ciò che il programma richiederà. Ma le loro vite cambieranno il corso del loro destino. Melissa e Stefano, stanno scappando via da qualcuno o da qualcosa. Sono spaventati, disorientati. Perdono i sensi. Si risvegliano in un bunker, sono legati e vengono minacciati da una dottoressa e un uomo vestito di blu. Da quel momento la loro vita sarà catapultata in una roulette russa”.

La mia più alta ambizione?  E’ la crescita perpetua, così che ogni successo professionale costituisca giammai un traguardo, ma sia fonte di sempre più affinata competenza e professionalità“.