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Anzio, interrogatorio di garanzia per il militare accusato di abusi sulla figlia

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carcere di Velletri

Si è svolto stamattina nel carcere di Velletri l’interrogatorio di garanzia del caporale dell’esercito di 45 anni, residente ad Anzio, accusato di abusi sessuali sulla figlia. Al Giudice per le indagini preliminari, l’uomo ha raccontato la sua versione dei fatti e si è professato innocente, respingendo tutte le accuse che gli vengono mosse.

I suoi legali Veronica Terelle del Foro di Latina e Giuseppina Tinga del Foro di Roma, contestando l’insussistenza delle accuse a suo carico, hanno chiesto per il loro assistito la riduzione del provvedimento restrittivo e, dunque, i domiciliari.

Il nostro assistito – spiega l’avvocato Terelle – ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere ed ha dunque risposto a tutte le domande che gli sono state poste, smontando e respingendo le accuse. E’ un uomo psicologicamente distrutto; con la figlia ha sempre avuto un ottimo rapporto“.

Secondo l’accusa, il caporale dell’esercito avrebbe abusato per circa cinque anni della figlia, quando l’adolescente aveva 11 anni. Le indagini sono partite dopo la denuncia della minore che si è confidata con una insegnante e ha raccontato una storia orribile. Una storia ripetuta, prima alla mamma e poi, in audizione protetta, ad uno psicologo della Procura della Repubblica di Velletri.

Raccolti gli elementi, il Gip del Tribunale Ilaria Tarantino ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Appresa la notizia, l’Esercito ha avviato le procedure per l“immediata sospensione” del militare, esprimendo “profondo sdegno” per quanto accaduto. Una decisione che segue il durissimo il giudizio sulla vicenda espresso dalla Ministra della Difesa Elisabetta Trenta.