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Una terra dei fuochi anche ad Anzio, la denuncia del Movimento 5 Stelle

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Non solo impianti biogas prossimi all’apertura ma una vera e propria bomba ecologica che sta devastando un sito di interesse comunitario. L’ultimo intervento in ordine di tempo sulla centrale in via della Spadellata e sull’interramento anni fa di oltre 400 fusti di una casa farmaceutica nel bosco della Sacida, arriva dal Movimento 5 Stelle. In particolare dalla consigliera regionale Valentina Corrado, dal deputato Marco Bella e dalla consigliera comunale di Anzio Mariateresa Russo i quali, uniti, chiedono alla Regione di intervenire subito. “Sull’area della Spadellata di Anzio – afferma la Corrado – stiamo chiedendo con forza alle autorità competenti una risposta chiara e immediata. E’ passato ormai oltre un mese dalla richiesta di accesso agli atti che ho inviato alla direzione regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti per conoscere i dettagli delle procedure di autorizzazione dell’attività di trasferenza dei rifiuti nell’area di interesse comunitario della Spadellata. A questa prima richiesta inevasa ha fatto seguito un immediato sollecito indirizzato alla medesima area – inviato il 20 novembre – ma continuiamo ad assistere ad un silenzio assordante. Non ci fermeremo finchè non avremo le risposte richieste e una risoluzione immediata per la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto dei vincoli normativi dell’area in oggetto”. Alla Corrado fa eco la consigliera anziate Mariateresa Russo: “Non si può dimenticare l’obiettivo primario di una zona SIC ovvero la cura, il ripristino e la preservazione degli habitat naturali, delle specie di flora e fauna presenti in esso e della biodiversità in generale. Nell’ambito della rete Natura 2000 e ai sensi dell’art.2 della direttiva 92/43/CEE queste aree che presentano minacce e criticità sono un patrimonio prezioso da difendere e migliorare. Persino nella scheda tecnica della Regione Lazio è indicata da diversi anni la minaccia “spazzatura e rifiuti solidi”. Abbandonare a sé stessa una risorsa così importante per il territorio è una responsabilità grave nei confronti delle future generazioni“.

E’ sconcertante – conclude il deputato Marco Bella – come dopo 30 anni non si riesca a dare delle spiegazioni convincenti ai cittadini. Il bosco della Spadellata è stato usato prima come deposito illegittimo di scarti farmaceutici e ora come discarica di rifiuti urbani. Ad oggi, non è ancora chiaro se ci sia mai stata un’autorizzazione a tale attività. A preoccupare maggiormente – conclude Bella – è il completo stato di abbandono in cui versa il sito. Una collina di spazzatura coperta dal tempo ma che ad ogni piega rivela ciò che ancora nasconde”.