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proroghe

Non bastasse questa tegola giudiziaria abbattutasi sul comune di Anzio lunedì mattina con la raffica di arresti, la prossima settimana l’ex assessore Patrizio Placidi il dirigente Walter Dell’Accio, in compagnia degli imprenditori Franco ed Ernesto Parziale, la moglie di quest’ultimo Valentina Salsedo attuale consigliere comunale di maggioranza e un altro imprenditore compariranno davanti al Gup del Tribunale di Velletri che dovrà decidere il loro rinvio a giudizio o il proscioglimento dopo essere finiti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Velletri per una storia relativa all’affidamento e alle successive proroghe del servizio di cura e manutenzione dei giardini comunali di Anzio tra il 2009 e il 2014. A tutti gli indagati il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Travaglini, che ha coordinato le indagini svolte dagli uomini della Guardia di Finanza di Nettuno, ha contestato le accuse di abuso d’ufficio in concorso continuato. Alla luce delle misure cautelari, è inchiesta da ricordare, visto che l’abbiamo già raccontata. In questa storia si è battuto sicuramente il record delle proroghe concesse per un servizio, ben 27; beneficiarie le cooperative sociali Pana e Giva, entrambe riconducibili alla famiglia Parziale. A leggere le carte, parliamo di un vero e proprio “Metodo Anzio”, lo stesso dell’ultima inchiesta: quello di “spacchettare” gli appalti con affidanti inferiori ai 40 mila euro annui per evitare il ricorso alla gara di appalto. Affidare il servizio in via temporanea per pochi mesi per preparare la gara che non vedrà mai la luce e proseguire a colpi di proroghe del servizio di cura e manutenzione dei giardini comunali per un periodo di sei anni, dal 2009 al 2014. E questo è finito sotto la lente della Procura di Velletri.

Manutenzione giardini: 26 proroghe in cinque anni

Nel periodo compreso tra novembre 2009 e luglio 2011 sono 12 le determine con le quali il dirigente Walter Dell’Accio autorizzava in proroga la cooperativa sociale Pana alla manutenzione di parchi e giardini per un valore di 455 mila euro. E sono addirittura 15 le proroghe autorizzate per lo stesso servizio alla cooperativa sociale Giva, sempre riconducibile alla famiglia Parziale (che per un periodo ha avuto come amministratore Valentina Salsedo, eletta consigliere comunale del 2013), da febbraio 2012 a dicembre 2013 per un valore di 441 mila euro. Per un totale di 886 mila euro, Iva esclusa. Rigorosamente senza gara d’appalto.

Come funzionava il sistema

Il 21 aprile del 2009 con determinazione n. 17982 viene affidato il servizio di manutenzione e cura dei giardini comunali per un periodo di tre mesi alla cooperativa Pana. E’ il tempo che serve all’amministrazione comunale di Anzio per poter bandire la gara d’appalto per lo svolgimento del servizio. E invece niente gara. Dall’1 settembre del 2009 si procederà di proroga in proroga del servizio fino a quella valida fino al 30 giugno 2011. Quindi quasi due anni dopo l’affidamento “temporaneo” per tre mesi del servizio. A quel punto la macchina delle proroghe sembra fermarsi; non è così. Con determinazione dirigenziale 66 del 22 luglio 2011 viene infatti affidato in via temporanea, per un periodo di 8 mesi, il servizio di manutenzione a pulizia alla cooperativa Giva (al posto della Pana) che fa sempre riferimento alla famiglia Parziale; anche in questo caso, però, niente gara: da marzo 2012 – quando finiscono gli otto mesi di affidamento temporaneo – si torna a procedere con le proroghe a raffica fino ad arrivare alla numero 15 (la n. 250 del 32 dicembre 2013) che proroga sine die il servizio alla Giva. Tanto è vero che, nelle indagini della Guardia di finanza, nell’aprile del 2014 la cooperativa risulta ancora operativa nello svolgimento del servizio di manutenzione e cura dei giardini pubblici.

Le accuse contestate agli indagati

Agli indagati il pubblico ministero Giuseppe Travaglini ha contestato le proroghe del servizio, “la violazione – scrive il magistrato – del divieto di frazionamento dell’appalto al fine di eludere le procedure di evidenza pubblica”, il fatto che i lavori siano stati svolti e pagati senza che vi fosse stata una preventiva determinazione dell’impegno che costituisce la prima fase del provvedimento di spesa, e che i provvedimenti degli uffici “erano privi – scrive ancora il pubblico ministero – del preventivo visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria dell’impegno di spesa”.

I ruoli degli indagati

Durante le indagini il pubblico ministero Travaglini assegna anche i ruoli agli indagati: secondo l’accusa l’ex assessore Patrizio Placidi era referente politico del dirigente comunale Dell’Accio (che ha firmato le proroghe) e “patronus” delle due cooperative sociali – Pana e Giva – “gestite – scrive il magistrato – al fine di procacciare un reddito ai propri clientes (i Parziale e la Salsedo ndr.) con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”. Per Travaglini il dirigente Dell’Accio “più volte adottava atti amministrativi in violazione di legge al solo fine di far conseguire ai correi ingiusto vantaggio patrimoniale (445 mila euro in un caso, 441 mila nell’altro ndr.) alla cooperativa e di conseguenza anche la retribuzione per i soci-elettori del Placidi”. In questa storia, secondo il pubblico ministero Travaglini la parte offesa è il sindaco di Anzio Luciano Bruschini. Ma dai.