Home Cronaca Picco dell’influenza e pronto soccorso in tilt: sos posti letto

Picco dell’influenza e pronto soccorso in tilt: sos posti letto

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accessi impropri

Sembra più un bollettino di guerra che il report di un pronto soccorso di due città che insieme arrivano ad oltre centomila abitanti: nella sola prima mattinata di oggi quasi 40 pazienti in attesa di posto letto, tra i quali 6 in codice rosso; malati seduti sulle sedie perché anche le carrozzine non bastano più. Familiari che continuano a chiedere di entrare e se la prendono con gli operatori e una richiesta di intervento partita poco fa al Commissariato di Polizia di Anzio che ha inviato una volante di supporto. In attesa, ci sono soprattutto anziani e bambini, mentre il triage continua a registrare i nuovi accessi. Sta esplodendo il pronto soccorso del Riuniti di Anzio e Nettuno che negli ultimi due giorni è andato letteralmente e nuovamente in tilt; ma anche nei reparti si registra il sovraffollamento. Una vera e propria emergenza, non ci sono più posti letto disponibili proprio mentre l’ondata straordinaria dell’influenza 2016 sta facendo sentire i propri effetti. Una situazione che, peraltro, accomuna la struttura sanitaria locale agli altri ospedali di Roma e provincia – il Pertini, l’Umberto I, il Gemelli e il San Camillo sono al collasso  e in questi giorni sono stati presi d’assalto. Un segnale forte, inequivocabile che la dice lunga sui risultati della politica sanitaria – tagli e assenza di programmazione – avviata dalla Regione Lazio. “Non sappiamo più dove mettere i pazienti – si sfoga un operatore che corre avanti e indietro – non ci sono spazi, barelle, posti letto. I familiari cercano di entrare e non riusciamo a far capire loro che comprendiamo la loro disperazione ma in questo modo rischiano di intralciare il nostro lavoro. C’è una porta sul retro del pronto soccorso che è rotta da tanto tempo e viene utilizzata praticamente da tutti per introdursi nelle stanze dove i medici e gli infermieri stanno cercando di prestare le cure necessarie ai malati. Abbiamo avuto difficoltà anche a servire la colazione e il pranzo e abbiamo dovuto chiedere l’intervento della Polizia. Ma di tutto questo sembra non interessare nessuno, se non agli addetti ai lavori”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è ai politici di casa nostra che non si rendono conto di quello che accade dietro la grande porta bianca del Dea di I livello e – ad eccezione di alcune forze politiche di opposizione – non sono riusciti a muovere un dito a difesa della salute pubblica.

Duro in una nota solo il consigliere regionale di FdI Fabrizio Santori che più volte è venuto a vedere da vicino la situazione in cui versa il nosocomio di via Cupa dei Marmi: “La situazione dei Pronto soccorso negli ospedali di Roma e provincia è drammatica e rischia definitivamente di esplodere se non si interverrà subito. Sono numeri più vicini a quelli di una città in guerra, che a una capitale occidentale. Cifre indegne di una sanità che possa definirsi civile e vicina al cittadino”.