L’impianto previsto nella ex cava di Lazzaria, dunque, osservano i consiglieri comunali di Nettuno, Anzio, Velletri e Cisterna del Movimento 5 Stelle (Luigi Carandente, Mauro Rizzo, Rita Pollastrini, Mariateresa Russo, Alessio Guain, Paolo Trenta, Marco Capuzzo ed Elio Saracino) “metterebbe quindi in serio rischio la falda acquifera sottostante, un bacino che, loricordiamo, fornisce acqua potabile ai nettunesi e ai cittadini di Anzio e Aprilia. Oggi la stessa società ci riprova, ma sorgono già solo a livello burocratico dubbi importanti: sembrerebbe infatti che la Società abbia presentato la domanda senza richiedere autorizzazione al proprietario del luogo ed a tal proposito la Regione Lazio sembrerebbe sia stata diffidata dagli avvocati della proprietà del terreno. Una “svista” tanto clamorosa quanto inspiegabile è l’azione di riproporre praticamente lo stesso progetto del 2014 nello stesso luogo che presenta esattamente le stesse criticità e già bocciato nel 2015. Ma proprio questo è il punto: si tratta di un mero errore materiale oppure è un’azione che serve a distrarre da qualcos’altro , viste le altre richieste di autorizzazione che gravitano sul nostro territorio?“.
“Come Movimento 5 Stelle siamo e saremo sempre in prima linea per difendere il nostro prezioso e delicato ecosistema ed ecco perché abbiamo sollecitato l’amministrazione tramite i corretti canali istituzionali ad attivarsinelle giuste ed opportune sedi. Inoltre, grazie al nostro coordinamento inter-territoriale con gli altri portavoce, attivisti e tecnici dei Comuni di Anzio, Velletri e Cisterna di Latina, abbiamo presentato una mozione per la quale i Comuni devono partecipare e cominciare sin da subito a lavorare a tutte le osservazioni necessarie per bloccarel’ennesimo impiantoche porrebbe a rischio la salute nostrae del nostro ambiente. La politica la smetta di polemizzare e dalle parole si passi ai fatti“.










