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Maxi discarica a Velletri sulla falda che approvvigiona anche Anzio e Nettuno, il M5S si mobilita

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Maxi discarica
Iniziare da subito a lavorare alle osservazioni necessarie per bloccare l’iter dell’ennesimo impianto che porrebbe a rischio la salute della collettività e l’ambiente. A chiederlo, riferendosi al nuovo progetto per la costruzione di una maxi discarica a Velletri, sulla falda acquifera che approvigiona anche Anzio, Nettuno e Cisterna di Latina, è il Movimento 5 Stelle: “La politica la smetta di polemizzare e dalle parole si passi ai fatti“.
Con una nota congiunta firmata dai consiglieri comunali delle quattro città interessate dall’impianto, il M5S ha firmato una mozione per sollecitare le Amministrazioni coinvolte ad osteggiare il progetto per la realizzazione di una discarica a servizio del polo impiantistico realizzata all’interno del volume di cava disponibile già esistente, per una volumetria totale di circa 2.000.000 metri cubi. Dopo lo stop al progetto nel 2015, la società proponente ci riprova ed ha presnetato in queste settimane un nuovo progetto di discarica a Lazzaria per un sito dedstinato allo smaltimento dei rifiuti. Tra le motivazioni annoverate nella sentenza di rigetto dal Tar si legge che “ad oggi, non risultano delimitate le aree di salvaguardia dei campi pozzi di Carano e di Giannottola, che forniscono acqua potabile ai comuni di Aprilia, Anzio e Nettuno e non è possibile escludere una possibile interferenza tra il progetto proposto e la risorsa idropotabile”.

L’impianto previsto nella ex cava di Lazzaria, dunque, osservano i consiglieri comunali di Nettuno, Anzio, Velletri e Cisterna del Movimento 5 Stelle (Luigi Carandente, Mauro Rizzo, Rita Pollastrini, Mariateresa Russo, Alessio Guain, Paolo Trenta, Marco Capuzzo ed Elio Saracino) “metterebbe quindi in serio rischio la falda acquifera sottostante, un bacino che, loricordiamo, fornisce acqua potabile ai nettunesi e ai cittadini di Anzio e Aprilia. Oggi la stessa società ci riprova, ma sorgono già solo a livello burocratico dubbi importanti: sembrerebbe infatti che la Società abbia presentato la domanda senza richiedere autorizzazione al proprietario del luogo ed a tal proposito la Regione Lazio sembrerebbe sia stata diffidata dagli avvocati della proprietà del terreno. Una “svista” tanto clamorosa quanto inspiegabile è l’azione di riproporre praticamente lo stesso progetto del 2014 nello stesso luogo che presenta esattamente le stesse criticità e già bocciato nel 2015. Ma proprio questo è il punto: si tratta di un mero errore materiale oppure è un’azione che serve a distrarre da qualcos’altro , viste le altre richieste di autorizzazione che gravitano sul nostro territorio?“.

Come Movimento 5 Stelle siamo e saremo sempre in prima linea per difendere il nostro prezioso e delicato ecosistema ed ecco perché abbiamo sollecitato l’amministrazione tramite i corretti ​canali istituzionali ad attivarsinelle giuste ed opportune sedi. Inoltre, grazie al nostro coordinamento inter-territoriale con gli altri portavoce, attivisti e tecnici dei Comuni di Anzio, Velletri e Cisterna di Latina, abbiamo presentato una mozione per la quale i Comuni devono partecipare e cominciare sin da subito a lavorare a tutte le osservazioni necessarie per bloccarel’ennesimo impiantoche porrebbe a rischio la salute nostrae del nostro ambiente. La politica la smetta di polemizzare e dalle parole si passi ai fatti“.