Scoppia di nuovo la polemica tra Comune di Anzio e l’associazione “Cittadini di Lavinio Stazione” che il 12 gennaio scorso avevano chiesto al Comune la possibilità di utilizzare uno spazio nella zona della stazione per organizzare una festicciola di carnevale per i bambini. Quasi allo scadere dei trenta giorni è arrivato il responso negativo. Il motivo del diniego è dovuto al fatto che il calendario degli eventi del carnevale di Anzio era stato già varato. Ma quello che lascia perplessi non è tanto il motivo del diniego, quanto la PEC inviata alla segreteria dell’associazione dalla segreteria del sindaco di Anzio: scritta in un italiano pessimo e tutta in lettere maiuscole, contravvenendo alle regole sull’uso dei social disposto dal Comune stesso che evidenziava, in particolare, la necessità che tutti i messaggi non fossero scritti con la lettera maiuscola.
“Siamo sconcertati per questo tipo di risposta che c’è stata data – spiegano dall’associazione – Avevamo chiesto la possibilità di organizzare questa festicciola inviando una PEC al sindaco e al comando della polizia lo ama il 12 gennaio scorso e c’era tutto il tempo perché anche la nostra iniziativa potesse essere inserita nel calendario del carnevale di Anzio. Invece si è aspettato lo scadere dei 30 giorni per darci questa motivazione che, ovviamente, non ci convince. Stendiamo un velo pietoso su come è stata scritta la PEC, con i piedi e senza rispetto. Quello che fa male – continua l’associazione – è che anche a Natale avevamo chiesto la possibilità di realizzare un albero sempre nei pressi della stazione ferroviaria, ma in quel caso non c’è arrivata alcuna risposta. È un vero peccato perché comunque a Lavinio Stazione vivono tanti cittadini, ci sono commercianti che hanno attività, c’è una comunità che vuole essere presente sul territorio e cercare, con le iniziative proposte, di riscattare il quartiere da quelli che sono i problemi che purtroppo lo attanagliano”.
Dal Comune di Anzio ammettono l’errore nell’estensione della PEC, ma non il contenuto: “è stato commesso un mero errore materiale nel rispondere alla mail del comitato, per il quale ci scusiamo – spiegano -. Restano valide le ragioni del diniego all’autorizzazione”.
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