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Rai: i giovani fratelli Mattia e Gabriele D’Alfonso nella fiction “Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia”

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E’ stata un successo la fiction storica “Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia“, andata in onda in prima serata su Rai1 lo scorso 12 e 13 febbraio e che ancora adesso continua a essere una delle serie più cliccate su Raiplay. Ma ad apparire sugli schermi delle televisioni di migliaia di italiani sono stati anche due volti giovanissimi di Nettuno. Stiamo parlando di Mattia e Gabriele D’Alfonso, due fratelli di 22 e 20 anni, che hanno preso parte ad alcune scene della serie televisiva interpretando due soldati: Mattia appartenente agli austriaci, per via dei suoi occhi azzurri e capelli biondi, mentre Gabriele ai francesi, visti i suoi capelli e i suoi occhi castani. “L’emozione era tanta, soprattutto perché si trattava di una fiction storica – ha dichiarato Mattia al nostro giornale – Sul set si sentiva un senso di responsabilità da parte di tutti quanti, nonostante ci fossero tanti ragazzi, però il progetto è stato preso molto seriamente, soprattutto per ciò che significa l’Unità d’Italia per il nostro Paese. L’emozione era così tanta che ogni tanto ci chiedevamo: saremo all’altezza di questo?” “Le persone tendono a guardare il risultato finale, quando in realtà dietro c’è un mondo che non si immagina – ha proseguito Gabriele – E’ stato molto bello, perché abbiamo visto come collaborano tutti i piccoli ingranaggi di questo grande meccanismo ed è meraviglioso, perché senti di far parte di un progetto che alla fine viene realizzato concretamente. E’ stato strano anche vedersi per la prima volta in televisione – ha continuato – Ci hanno fatto dei primi piani e il mio non me lo aspettavo minimamente, quindi è stato divertente anche tornare indietro e rivedere la scena“.

Mameli“, come suggerisce già il titolo della miniserie della regia di Luca Lucini e Ago Panini, è ambientata intorno agli anni ’50 del 1800 e narra la vita di Goffredo Mameli: poeta, patriota e autore del testo de “Il Canto degli Italiani“, l’inno nazionale della Repubblica Italiana. “Nella mia scena, in cui si registravano i movimenti di una guerriglia, non c’è stato effettivamente detto cosa dovevamo fare, è stato un lavoro di improvvisazione che alla fine è fruttato perché eravamo un po’ tutti spaventati dagli spari del momento“, ci ha detto il 20enne, spiegando come il realismo sia stato il punto di forza dei creatori. “Dietro al film, come dice mio fratello, non si colgono molte cose – ha spiegato Mattia – Avendo interpretato due soldati, in quella settimana abbiamo vissuto la loro quotidianità, partendo dai semplici indumenti fino ad arrivare a vedersi un fucile puntato addosso, quella scena in particolare mi ha colpito molto. Abbiamo avuto l’occasione di vivere anche i momenti di relax tipici di un soldato – ha continuato – Quando eravamo stanchi ci sedevamo per terra e abbiamo provato anche come le loro uniformi non fossero molto comode, soprattutto perché di lana spessa e le camice dell’epoca non hanno aiutato visto il grande caldo dello scorso luglio – ha continuato il 22enne ridendo, specificando che le riprese sono state girate nell’estate del 2023 – Però, d’altra parte, hanno contribuito molto a interpretare il personaggio“.

Mattia e Gabriele sono due fratelli che, attualmente, frequentano l’Università di Roma “La Sapienza“. Fin da piccolo, il maggiore è sempre stato affascinato dal mondo della recitazione, tanto da partecipare al corso di teatro della scuola media Mario De Franceschi di San Giacomo, riuscendo a ricoprire anche il ruolo da protagonista negli spettacoli di fine anno. Fino a quando, a 15 anni, un incontro casuale in spiaggia lo ha catapultato nel mondo della moda dove, grazie al lavoro dello stilista di Genzano Filippo Lafontana, è riuscito a sfilare nelle maggiori passerelle del Lazio e di altre regioni d’Italia. “La moda non è mai stata la mia passione, ma questa casualità mi ha reso la persona che sono oggi – ha spiegato Mattia – Molte volte le persone vedono questo ambiente come un qualcosa di prettamente estetico, dove un ragazzo magari si affaccia soltanto per apparire. Ma, per quanto riguarda noi, dietro c’è stata tanta umanità e credo che la crescita personale sia stata proprio la spinta dei grandi modelli di oggi“. “Rappresenta una sfida continua con se stessi – ha confermato Gabriele, che a piccoli passi sta seguendo le orme del fratello maggiore – Sono sempre stato un ragazzo molto chiuso, ma questo ambiente mi sta aiutando nelle relazioni e a credere in me stesso. La moda è miglioramento e, per noi, è un percorso di crescita“. Delle grandi parole, quelle dei due fratelli, che ci fanno comprendere come il detto “non si giudica mai un libro dalla copertina” aderisca perfettamente anche alle passerelle. Le loro personalità, seppur differenti, sono molto unite non solo nel lavoro, ma anche nella vita reale. “Noi ci confrontiamo molto su queste tematiche e tendiamo a fare questi discorsi per motivarci – ha spiegato Mattia – Non siamo dipendenti, ma ammiriamo quello che è l’altro. Dove non arrivo io, magari arriva Gabriele e viceversa“. Una profondità per nulla scontata e che viene ogni giorno supportata dalla loro famiglia, che li sta seguendo in questo percorso. “I nostri genitori non ci hanno mai imposto una strada – hanno dichiarato – Ci hanno sempre detto di pensare alla nostra felicità e di seguire i nostri sogni, è grazie a loro se oggi siamo qui a parlare di queste esperienze che stiamo vivendo“.

Nel mentre perseguono i loro obiettivi e si godono la grande soddisfazione di essere apparsi in una serie televisiva Rai, Mattia e Gabriele continuano a proseguire i propri studi universitari, sognando un giorno di arrivare a Milano e di iniziare un percorso di studi di recitazione.

Il resto dell’intervista uscirà nel prossimo numero cartaceo de “Il Granchio“, nelle edicole di Anzio e Nettuno a partire da sabato 16 marzo.

Mattia D’Alfonso
Gabriele D’Alfonso