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Il coraggio di Gina in “Mia madre aveva una Cinquecento gialla”: il romanzo di esordio di Enrica Ferrara dal 20 febbraio in libreria

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Come possono apparire gli intrighi politici dell’Italia degli anni di piombo agli occhi di una bambina? A rispondere a questa domanda è proprio il romanzo di esordio di Enrica Ferrara dal titolo “Mia madre aveva una Cinquecento gialla”, edito dalla Fazi Editore e che uscirà in tutte le librerie martedì 20 febbraio.

Con una prosa impeccabile, l’autrice ci catapulta nelle vicende dolceamare di una famiglia che, di colpo, si ritrova al centro degli intrighi politici che hanno diviso l’Italia nel periodo a cavallo degli anni ’80, a ridosso degli anni di piombo e del rapimento di Aldo Moro. La protagonista è Gina: una bambina di dieci anni figlia del politico democristiano Mario Carafa, il quale nell’estate del 1980 si ritrova costretto a scappare da Napoli e a lasciare la sua famiglia. Con la madre Sofia e la sorella Betta, Gina parte per la Sardegna, dove cerca di capire cosa sta succedendo, decifrando vocaboli che per lei sono completamente nuovi: come “capro espiatorio”, “latitante”, “brigatista” e “camorrista”. Le sembra di capire il senso, eppure più gli anni passano e più la sua vita le sembra confusa: suo padre è realmente innocente o è colpevole? È un politico o un camorrista? Chi sono i suoi amici e i suoi nemici? Tra incomprensioni familiari, ribellioni adolescenziali, nuove amicizie e nuove avventure vissute a bordo della sgangherata Cinquecento gialla di sua madre, la ragazza supera questo periodo difficile e si mette a investigare per conto proprio, con lo scopo di scoprire le vere ragioni dell’allontanamento del padre, così da riportarlo a casa una volta per tutte e di tornare a vivere “inserendo la quarta” come accadeva quando era piccola.

Enrica Ferrara, che attualmente lavora al Trinity College e collabora con l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, ci regala un romanzo di formazione autentico e onesto, che permette al lettore di assaporare gli odori di Napoli e la ricerca di riscatto dei personaggi femminili, vittime dei pregiudizi dell’epoca. Con uno stile narrativo scorrevole e dettagliato, l’autrice ci racconta il quadro vivo di una pagina storica del nostro Paese per cui abbiamo sofferto molto. Il tutto descritto con la voce di una bambina, che rappresenta l’innocenza e il futuro.

Cosa aggiungere se non che aspettiamo con trepidazione l’arrivo di martedì per vedere in libreria “Mia madre aveva una Cinquecento gialla”, nella speranza di leggere, in un giorno futuro, altri romanzi che portano la firma di Enrica Ferrara.