Home Cronaca Anzio, baby gang ancora in azione: rapinato venditore ambulante

Anzio, baby gang ancora in azione: rapinato venditore ambulante

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Un venditore ambulante nordafricano è stato derubato delle bombolette spray e insultato l’ultimo giorno del carnevale. E’ accaduto martedì in piazza Pia ad Anzio. Nel pomeriggio, in una piazza Pia affollata di bambini in maschera, un gruppo di ragazzini tra i 12 e i 15 anni si sono lasciati andare a comportamenti violenti verso il venditore ambulante. A raccontare l’episodio una mamma che ha affrontato la baby gang riuscendo a fare in modo che il loro comportamento nei confronti dell’uomo non degenerasse. “Ero insieme ad altre mamme – racconta la signora – mentre mia figlia di tre anni era intorno alla fontana della piazza a giocare con gli altri bambini. Ad un certo punto sono arrivati un gruppo di ragazzini, tutti giovanissimi, che si sono avvicinati ad un venditore ambulante di colore, lo hanno circondato e gli hanno rubato alcune bombolette spray che spruzzano la schiuma; quindi sono fuggiti. Pensavo che fosse finita lì e invece dopo alcuni minuti sono tornati dall’uomo spruzzandogli addosso la schiuma delle bombolette”.

Il comportamento dei ragazzi è ben presto degenerato: “lo hanno anche insultato – riprende il racconto – appellandolo come negro di m…, e bestemmiando ripetutamente. A quel punto ho preso coraggio, sono andata a difendere il venditore ambulante, affrontando i ragazzini. La loro reazione è stata strafottente, ma alla fine si sono allontanati e non sono più tornati. Posso assicurare che non si è trattato di una ragazzata”.

Ancora una volta il centro di Anzio torna ad essere teatro di scorribande di gruppi di giovanissimi. Il 6 febbraio, il giorno della Befana, un ragazzo di 11 anni era stato rapinato dello zaino con portafoglio e telefonico nel parco di Villa Adele da una baby gang composta da tre ragazzini di 12, 13 e 14 anni, due dei quali rintracciati ed identificati dalla polizia, grazie anche alla determinazione dei genitori della giovane vittima che si erano messi a “caccia” degli aggressori del figlio riuscendo ad individuarne due.