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La nuova vita di scarti tessili e plastica: Fede Surfbags

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La storia di Federica Ubertone si intreccia con la città di Anzio nel 2018, anno in cui lascia Roma, si trasferisce sul litorale e con lei porta anche il suo brand.

Fede Surfbags (@fede_surfbags su Instagram) nasce 7 anni fa dopo un viaggio in California. Lì, Federica si appassiona al surf e insieme all’aiuto di giovani del posto costruisce la sua prima tavola. Per trasportarla utilizza un custodia industriale, ma si rende conto che la salsedine e la brezza marina logorano molto velocemente la plastica di cui è fatta, e in più ossidano le cerniere. Tornata dal viaggio in California, il primo passo è stato quello di ideare una custodia con prodotti che non cedessero all’usura, e così è stato. Quello che inizialmente era nato come un accessorio personale, si trasforma presto in un input per creare un piccolo business. Da un problema che poteva essere comune a molti surfisti, nasce l’idea per un brand incentrato sulla produzione di accessori da surf. Conciliare arte, sostenibilità e praticità non è semplice, ma il processo creativo e produttivo di Federica lo fa in tutto e per tutto. Il fattore “sostenibilità” si rivela uno dei punti di forza del suo brand, come dimostra la scelta dei materiali d’altronde: stoffe rimaste invendute che l’imprenditrice acquista da aziende o artigiani nei dintorni di Roma. “È tutta materia che non è stata prodotta per me, ma è in giacenza e viene venduta in piccole quantità“, specifica Federica.

Insieme alle tavole da surf, inizia a produrre cappelli e borse, seguendo la filosofia zero sprechi, ovvero riutilizzando gli scarti tessili generati dalla produzione di altri articoli, ma non solo. Nel momento in cui si trasferisce ad Anzio, si trova davanti all’annoso problema della plastica abbandonata sulle spiagge. “Andavo a raccogliere una volta a settimana la plastica al mare e la buttavo nei cassonetti, non la riportavo a casa – dice Federica – però ho sempre pensato che con questa plastica potessi rendere impermeabili i miei prodotti“. Così nasce il “Change Mat“, un tappetino realizzato con parti dei gonfiabili di plastica trovati in spiaggia e scarti tessili di altri prodotti. “Credo assolutamente che lo scarto abbia valore, non è immondizia. Si possono fare tantissime cose con gli scarti” aggiunge Federica. La sostenibilità, però, non è l’unico punto di forza del brand: la linea di prodotti dipinta a mano dimostra la passione per l’arte e per il design.

In futuro, l’imprenditrice ambisce alla costruzione di un’economia circolare, ovvero, come la intende lei, un’economia in cui i prodotti acquistati dai clienti hanno una seconda vita e non finiscono in discarica. “Io mi sento di supportare altri artigiani nella produzione, in più, in futuro vorrei che i clienti acquistassero i miei prodotti e, invece di buttarli, me li ridessero per poi dar loro nuova vita”. Federica inoltre ammette che conoscere l’artigiano che dà vita a un prodotto da un lato e comprendere le esigenze del cliente dall’altro, crea un senso di comunità che Federica ritiene essenziale soprattutto in questo periodo storico in cui le connessioni umane sono state limitate per molto tempo. Tra i progetti a breve termine, però, c’è quello di portare i propri prodotti all’interno dei negozi di Anzio e Nettuno per far conoscere il suo brand sul territorio oltre che all’estero.

Per dare un’occhiata ai prodotti di Federica, basta visitare il sito web di Fede surfbags.