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Pensioni, la questione di Opzione Donna sul tavolo del Governo

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Sono oltre 20 mila le italiane che non potranno accedere all’opportunità di Opzione Donna, lo scivolo normativo che permette di anticipare la pensione a 58 o 59 anni con 35 anni di contributi. Uno stravolgimento importante, scoppiato in seguito alla decisione del Governo Meloni di stravolgere la norma all’interno della Legge di Bilancio.

Per questo molte lavoratrici hanno deciso di scendere in piazza. Lo scorso 19 gennaio, infatti, è stato organizzato un presidio di fronte al Ministero del Lavoro, per aumentare la platea che attualmente è di sole 2.900 lavoratrici per il 2023. “Hanno fatto cassa con Opzione donna – ha spiegato ai microfoni di Open Orietta Armiliato, la fondatrice del Comitato “Opzione Donna Social” – senza spiegarci perché, pur sapendo che si tratta di un anticipo che le donne si pagano da sole, rinunciando fino a un terzo dell’assegno con il ricalcolo contributivo”.

Alla strada della protesta si aggiunge intanto una strada alternativa per mettere al sicuro il proprio futuro. Sono sempre di più le lavoratrici, ma anche i lavoratori italiani, che scelgono di accedere ai servizi della pensione integrativa. Una forma di investimento diversa, creata appositamente per mettere al sicuro il domani della propria famiglia o semplicemente della propria vita, dal momento che le pensioni erogate dall’INPS o tardano ad arrivare o rischiano di non essere sufficienti.

Intanto il Governo corre ai ripari. “Il capitolo non è chiuso – afferma il Sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon – stiamo lavorando con la ministra Marina Calderone. La volontà c’è ed è quella di ripristinare la norma com’era. Ma stiamo cercando le risorse”. La polemica, però, è esplosa e la cavalca anche l’opposizione, per bocca della candidata alla segreteria del Partito Democratico Elly Schlein, che in un incontro pubblico avvenuto a Torino chiede a gran voce sia il reintegro dell’Opzione Donna, sia il congedo paritario di tre mesi pienamente retribuito: “Me lo aspetto dalla prima Presidente del Consiglio donna – afferma – c’è un Governo che parla di occupazione femminile, vorrei però vedere un impegno più concreto, perché questo è un Paese che discrimina le donne in ogni ambito di vita, soprattutto quello occupazionale”.

La polemica, insomma, è entrata nel vivo, con il Governo che ha risposto subito riaccendendo i riflettori sulla questione. Solo il tempo adesso ci dirà che fine farà Opzione Donna. E quale sarà il futuro pensionistico di migliaia di italiane.