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Il gaming è sempre più social, ecco i punti di forza di un rapporto nuovo

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Il gaming è sempre più social, ecco i punti di forza di un rapporto nuovo

Da un lato il gaming, dall’altro i social. Da un lato la componente ludica, divertente, quella che all’esterno può sembrare infantile e invece fa parte della nostra essenza umana. Dall’altro la dinamica sociale, il voler stare insieme, l’esigenza di condividere, di mantenere rapporti di interagire. È questa la nuova frontiera del futuro: una strategia che unisce tanto settori diversi. Il gioco e i social networks, ovviamente, ma anche il marketing, il gambling, l’apprendimento.

Prendiamo il caso di Duolingo, famosissima applicazione che consente agli utenti di imparare una lingua in maniera dinamica e interattiva. Un percorso di lezioni, di test, di esercizi orali e di comprensione, che permette non solo di scalare una classifica insieme ad altri utenti ma soprattutto di coinvolgere i nostri amici, i nostri contatti e risolvere missioni in squadra, guadagnare punti e ricevere ricompense. È il fenomeno, semplicissimo, della gamification, ovvero l’inserire dinamiche tipiche dei videogame o dei giochi in contesti prevalentemente non ludici. Il tutto condito da una buona dose di social.

Come spiega nel dettaglio Ninja Marketing, l’aspetto social di questo settore non va solamente ricercato nel luogo dell’attività ludica, ma deve essere studiato nel suo aspetto comunitario e sociale. Condividere i risultati, discutere di un hobby in comune, risolvere insieme capitoli o missioni difficili appassiona le persone. Tutto questo viene sfruttato a pieno dal marketing, che ha deciso di puntare sull’impostazione del social gaming per ridisegnare l’esperienza dei clienti, così da avvicinarli al cliente e fidelizzarlo.

Anche nel mondo del gambling hanno da tempo colto le opportunità di questa strategia. Come si legge in questa intervista su Giochi di Slots, Davide Litte, co fondatore di Lightning Box Games, punta proprio sull’aspetto sociale per il futuro del gioco pubblico e legale: “Per gli utenti, i giochi ad alta volatilità possono essere considerati eccessivi, quindi i titoli che si avvicinano di più ai giochi ricreativi che si trovano nei casinò social sono più interessanti. Ciò dimostra la necessità di avere un portafoglio diversificato che si rivolga a tutti gli utenti”.

Il social gaming punta anche a soddisfare un’altra esigenza dei giocatori, quella di una nuova esperienza ludica: “Un aspetto fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi software house è il gameplay immersivo – spiega Vladimir Malakchi, di Evoplay – un elemento che sembra non avere limiti. I giocatori vogliono sempre più sentirsi parte dei titoli che stanno giocando, tanto che la fidelizzazione non è più solo una battaglia tra operatori, ma anche una sfida nelle mani degli sviluppatori di giochi“.

Unire i social al gioco, insomma, può essere la svolta per diversi settori. E in fin dei conti anche di tutta l’economia.