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Nettuno, assegnato al professor Antonio Silvestri il premio alla cultura Tridente d’Oro

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Il premio Tridente d’Oro alla Cultura Città di Anzio e Nettuno, giunto alla 12° edizione, è stato assegnato al professor Antonio Silvestri. La manifestazione, si è svolta il 7 luglio, presso lo storico ristorante Il Veliero in piazza Cesare Battisti a Nettuno. Il premio è stato assegnato dall’Accademia Delia rappresentata dal dottor Pietro Cappellari e dalla Proloco di Nettuno il cui responsabile culturale, Alberto Sulpizi, ha anche presentato l’evento.
Docente di Storia dell’arte, ceramista, eclettico insegnante, eccellenza culturale della città, il professor Silvestri ha ricevuto questo premio con la seguente motivazione: “Istrionico, colto, simpatico, dannunziano, professore e storico dell’Arte: relatore di infiniti incontri con i maestri del pennello, ha passato in rassegna le opere di grandi artisti, dando vita ad una panoramica completa e coinvolgente, intrecciando i colori dell’arte a quelli della storia, della politica e della società. Ricordiamo: “Il bacio nell’arte”, dal bacio di Sant’Anna e San Gioacchino al bacio di Giuda, “L’ amore nella arte e nella musica” da Michelangelo a Caravaggio e poi “Quando il lavoro si fa arte”, un viaggio molto speciale alla scoperta delle grandi opere artistiche che fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità, da Boccioni a Soffici, da Van Gogh a Degas fino agli antichi egizi e ai romani. Ceramista fin dagli anni settanta in collaborazione con la famiglia Gatti, le loro opere sono finite nelle mani di San Paolo VI, di San Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI, ma anche di George Bush e Bill Clinton, per citare alcune personalità”. 
La motivazione in pergamena è stata consegnata da Maria Raffaele componente della Commissione, mentre il Tridente d’Oro è stato consegnato dal responsabile della Regione Etruria Pietro Cappellari. Ringraziamenti di rito, con la solita brillante esposizione da parte del professor Silvestri, velati da leggera malinconia, per quel che si sarebbe potuto fare, anche e soprattutto nell’ambito della scuola di ceramica, grazie alla passione della famiglia Gatti e della sua disponibilità.