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Anzio, il Pd: “Sindaco, la sceneggiata è finita: dimettiti. Non garantiremo il numero legale”

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Duro attacco del Partito Democratico di Anzio nei confronti del sindaco Candido De Angelis, bollando come “sceneggiate“ la convocazione del consiglio per la surroga dei sei dimissionari.

“È ora che il sindaco di Anzio prenda atto della situazione e rassegni le dimissioni – si legge nella nota -. La sua ex maggioranza lo ha abbandonato e correre dietro a consiglieri che dovranno surrogare chi ha lasciato il “recinto”, promettere posti alla Capo d’Anzio, fare la girandola delle compatibilità o meno è irrispettoso di un’istituzione che è della città e non sua: il Consiglio comunale.
Abbiamo assistito ad addii non scontati, a chi aveva creduto nell’annunciato rinnovamento che prometteva, ripresentandosi per la terza volta e in perfetta continuità con le precedenti amministrazioni. Adesso che sei consiglieri e un assessore hanno detto basta – continua il Pd – il sindaco deve trarne le conseguenze. Non è stato in grado di governare finora, tra veti incrociati, bilancio tenuto in piedi con i residui, porto al collasso, un ennesimo affidamento del servizio di nettezza urbana senza una gara e nessuna visione di città, non sarà in grado adesso.
Prima ancora che per le vicende legate agli arresti per ‘ndrangheta e agli interessi sul Comune che certi malavitosi avevano, prima ancora che per la commissione d’accesso – alla quale guardiamo con grande rispetto ed attenzione – il sindaco deve lasciare perché ha fallito. Inutile arrampicarsi sugli specchi: la sceneggiata è finita e non restano che le dimissioni.
Se non le presenterà, forte della sua arroganza, noi mettiamo a disposizione un notaio per mandarlo a casa, così si vedrà una volta per tutte chi vuole fare davvero il bene della città con chiarezza e senza tanti bizantinismi. Tale invito è rivolto a tutti i consiglieri che sono in carica o che lo saranno prossimamente, affinché nessuno può pensare di eludere con qualche furbata lo scioglimento del Consiglio comunale di Anzio.
La chiarezza la si deve a tutti i cittadini, anche a coloro che hanno ingenuamente o in buona fede creduto a questa giunta ed a questa maggioranza.
Comunque – conclude la nota -, sin d’ora informiamo che non saremo noi a garantire il numero legale nel consiglio comunale di mercoledì 23 marzo, nel quale si procederà con le surroghe dei dimissionari”.