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Anzio, appalto rifiuti e adesione alla AET: LEU chiede l’intervento della Comissione di indagine

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La richiesta è contenuta in una interrogazione parlamentare presentata al ministro degli Interni dai senatori Loredana De Petris e Sandro Ruotolo del Gruppo Liberi e Uguali. Sollecitano il ministro degli interni a incaricare la Commissione di indagine a fare chiarezza sull’adesione del Comune di Anzio alla società pubblica AMBI.EN.TE spa per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

“L’iter seguito per arrivare all’affidamento in house del servizio rifiuti del Comune di Anzio – scrivono nell’interrogazione Ruotolo e De Petris – sembra seguire un copione scritto, sin dall’inizio, sulla base dei desiderata dell’amministrazione comunale di Anzio e appare condizionato da mancanza di trasparenza e di legittimità: con il possesso dell’1% delle quote della società AMBI.EN.TE. S.p.A. (valore 30.000 euro) il Comune di Anzio potrà esercitare il totale controllo di un appalto del valore di 71 milioni di euro, sottraendolo al mercato e al regime di libera concorrenza, in un contesto segnato da pesanti ingerenze della criminalità organizzata”.

Nella premessa i due senatori rilevano questo: “sin dalla pronuncia del gennaio 2005 della corte di giustizia dell’Unione Europea l’affidamento diretto è ritenuto legittimo solo se l’amministrazione giudicante (in questo caso il Comune di Anzio) ha “un assoluto potere di direzione, coordinamento e supervisione del soggetto aggiudicatario con la relativa compresenza della dipendenza formale, della dipendenza economica, dipendenza amministrativa della stessa“ (la AET di Ciampino). È del tutto evidente che con il possesso del solo 1% delle azioni della società AMBI.EN.TE. S.p.A. tale condizione non può essere soddisfatta”.
È ancora scrivono Ruotolo e De Petris: “dai fatti esposti appare contraddetto il principio ribadito recentemente dall’ANAC: “l’affidamento in house – scrive l’Anticorruzione – può essere uno strumento fittizio da parte di amministrazioni pubbliche e società controllate per evitare la gara, in violazione delle norme in materia di tutela della libera concorrenza“.

Per questo motivo chiedono al ministro degli Interni “se ritenga necessario attivarsi presso le commissioni di accesso nominate dal prefetto di Roma al fine di assicurarsi che sia verificata, con particolare attenzione, la legittimità degli atti e delle procedure che hanno portato all’affidamento in house del servizio di raccolta rifiuti urbani per 7 anni alla società AMBI.EN.TE. Spa”.