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Anzio, 1,5 milioni di euro per la Capo d’Anzio. Il consiglio comunale “garantisce”

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E’ stata approvata con i voti della maggioranza – contraria tutta l’opposizione composta da Pd, M5S e Alternativa per Anzio – l’autorizzazione al rilascio della garanzia fideiussoria alla società Capo d’Anzio. La seconda in sette anni per una società controllata dal Comune di Anzio, costituita nel 2000 per realizzare il nuovo porto e sulla quale pendono numerosi debiti ed un pesante parere della Corte dei Conti. Il comune è dunque pronto ad accendere un mutuo da 1,5 milioni di euro da destinare alla società. Nonostante il nuovo corso inaugurato mesi fa con il cambio dei vertici e l’impegno del nuovo Consiglio di Amministrazione, la società è ad un passo dal fallimento. Lo dicono le carte e lo hanno detto senza termini in Consiglio comunale anche il presidente della spa, Ernesto Monti, ed il nuovo Amministratore delegato, Gianluca Ievolella, che hanno ricostruito la storia della partecipata e posto l’accento sulla necessità di mettere in sicurezza il porto ed investire per aumentare i ricavi.
Per tentare l’ultimo salvataggio, l’unica strada percorribile resta quella di un intervento del Comune: una iniezione di liquidità, se gli istituti bancari decideranno di concedere la somma, di circa milione e mezzo di euro.
Prima di entrare nel vivo del dibattito sia il presidente che l’Ad della Capo d’Anzio hanno sottolineato la difficoltà, oggettiva, della società di andare avanti senza aiuti. Il 23 novembre l’ingegner Ievolella ha inviato una lettera, firmata anche dal presidente Monti, per evidenziare proprio il bisogno della società di fare investimenti nell’immediato per un milione e mezzo; investimenti che, ha ricordato Monti “si potrebbe generare da subito un aumento di ricavi ordinari per circa 500 mila euro. I tempi di realizzazione stimati oscillano tra i due ed i sei mesi, le nuove opere potrebbero quindi essere operative dalla prossima estate. Grazie agli investimenti, inoltre, ci si metterà nella condizione di ripagare il finanziamento ottenuto e di riavviare il processo di rimborso al demanio, disinnescando nel contempo la bomba della revoca della concessione”.
Tra gli obiettivi a breve termine anche quello di aumentare i posti barca – almeno 250 a stretto giro – nel campo boe.
“Oggi rimettiamo nelle vostre mani – ha concluso il presidente Monti – la decisione: dar luogo ad una garanzia che ci aiuterebbe a trovare un ente finanziatore per sopperire alle difficoltà, uscire dall’impasse nella quale si trova la società e guardare con serenità ad un futuro nel quale è possibile realizzare il progetto del nuovo porto”. “Oggi la società – ha aggiunto l’Ad, Ievolella – non è in grado di fornire un minimo di servizi all’utenza; nella relazione tecnica abbiamo previsto di installare le colonnine per i servizi di acqua ed elettricità, servizi che oggi i diportisti non pagano poiché non prevista la contabilizzazione e che invece aiuteranno a recuperare le spese delle utenze”.
Nel dibattito Lina Giannino, Pd, ha subito messo l’accento sul fatto “in dieci anni nulla è stato fatto nonostante l’inversione del crono-programma. Non si fa altro che addossare la colpa del fallimento al socio privato – ha detto – ma non si può non considerare che mai c’è stato un vigile controllo da parte del socio maggioritario”. Voto contrario alla garanzia fideiussoria per la Capo d’Anzio anche da parte del Movimento Cinque Stelle (Rita Pollastrini e Alessio Guain), di Luca Brignone di Alternativa per Anzio e della consigliera Mariateresa Russo.