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Nettuno, discese a mare a ponente: i cittadini chiedono chiarimenti alla Capitaneria di porto

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Il comitato dei cittadini di Nettuno che chiedono la riapertura delle discese a mare tra la zona del Belvedere e quella dei Marinaretti sul litorale di via Gramsci, non demordono. Tanto è vero che a pochi giorni dalla decisione del Tar del Lazio di chiudere la discesa al civico 93, hanno deciso di fare un accesso agli atti presso gli uffici della Capitaneria di porto di Anzio.
Il sindaco di Nettuno – si legge nella richiesta – nel consiglio comunale di gennaio 2021 ha affermato che i suoi uffici hanno identificato nel tratto di strada in oggetto 13 discese tutte private tranne una. Anziani cittadini di Nettuno ricordano invece che dei ragazzi scendevano a mare da varie scalinate pubbliche e dunque libere che si aprivano su via Gramsci nel tratto indicato in oggetto; in particolare da quelli oggi chiusi dei cancelli degli attuali numeri 87, 93 e 125. Anziani amministratori di condomini e immobili dello stesso tratto di strada ricordano che pagavano una tassa alla Capitaneria di porto di Anzio per la servitù concessa nell’utilizzo di tali discese loro adiacenti; tassa pagata fino agli anni 70, poi caduta gradualmente in disuso e definitivamente non più richiesta dai Comuni quando con la legge 59/1997 il demanio marittimo è stato ceduto in gestione alle regioni, e da queste ai comuni. Orbene – continua la richiesta dei cittadini – tutte le discese che fino agli anni 70 dello scorso secolo erano demaniali, sono state nel tempo abusivamente privatizzate da vari condomini/ville nel tratto di strada in oggetto, come anche affermato dal Comune di Nettuno all’ordinanza 92/2021 per l’apertura ai cittadini di una sola di quelle discese, quella del civico 93 di via Gramsci. Pertanto nell’interesse di tutti cittadini di Nettuno, si richiede l’accesso agli atti contabili (purtroppo al tempo cartacei e manuali) degli anni 50-60-70 al fine di individuare quali erano i condomini/ville e immobili in genere che in quegli anni pagavano la suddetta tassa per l’utilizzo della servitù delle discese demaniale ad essi adiacenti sulle spiagge libere della Divina Provvidenza e dei Marinaretti, conferma che tali passaggi sono effettivamente demaniali. Poiché nel tempo i numeri civici potrebbero essere cambiati, si richiede di cercare di associare tali discese agli attuali numeri civici degli immobili. In particolare i cittadini sono interessati agli attuali numeri civici 87 (nel 2020 era pronta in comune un’ordinanza per l’apertura della discesa, mai emanata per oscuri motivi), 93 (quella aperta nel 2021 per una settimana e poi chiusa dal Tar per un vizio di forma dell’ordinanza) e 125 (ex villa Federici che per un atto d’obbligo doveva avere una piscina pubblica a livello spiagge quindi una scalinata pubblica d’accesso alla piscina; tale scala è ampia quasi come quella del Belvedere). Qualora i suddetti archivi – conclude la richiesta dei cittadini – siano stati trasferiti in altre sedi tra capitale di porto (esempio Roma) si consideri la richiesta rivolte a tali sedi; qualora invece essi non siano più reperibili, si chiede di confermare la demanialità dei passaggi che risultano evidenti dalla cartografia pubblica disponibile sul Sistema informativo demaniale marittimo”.