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Nettuno, polemiche sull’affidamento della concessione della Pro Loco

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A gettare il sasso nello stagno sono stati i consiglieri di Nettuno Progetto Comune, pubblicando sui social copia dell'”istanza affidamento ad altri soggetti attività oggetto della concessione“, con cui la Pro Loco di Nettuno ha “girato” la gestione dello stabilimento balneare con annesso bar alla “Conchiglia srls“. Daniele Mancini e Simona Sanetti sottolineano la durata dell’accordo, fino al 2033 – cioè fino alla fine del periodo di concessione alla Pro Loco – e la decorrenza retroattiva del procedimento, visto che la domanda risale al 12 aprile e il passaggio ha validità dallo scorso 1 gennaio.

Il 90% degli stabilimenti utilizza questo tipo di procedura, prevista dall’articolo 45 bis del codice della navigazione – spiega il presidente della Pro Loco Nettuno Marcello Armocidalo stesso tipo di procedura fatta anche quando l’amministrazione comunale era guidata dal Movimento 5 Stelle; allora andava bene e ora non più? E’ tutto perfettamente lecito“.

Da un punto di vista prettamente legale probabilmente lo è, ma sulla vicenda resta un dubbio: la Pro Loco è un’associazione privata, ma senza scopo di lucro, e reinveste i propri fondi per la promozione turistica della città, organizzando manifestazioni in prima persona o comunque promuovendo l’immagine cittadina a scopo turistico. La Conchiglia srls è invece una società privata e fare lucro è un suo diritto. Tolte le spese e i costi di gestione, l’euro guadagnato dalla Pro Loco sarebbe andato a favore della città, quello guadagnato dalla Conchiglia srls va, giustamente, nelle tasche di un privato.

E’ su questa problematica che si sofferma un comunicato firmato dal gruppo di centrosinistra in consiglio comunale: “Non riteniamo ci sia qualcosa di irregolare – scrivono i consiglieri – ma ciò che ci lascia molto dubbiosi è la valutazione che il pacchetto stabilimento balneare Pro Loco valga solo poche migliaia di euro (20mila per ogni stagione balneare, ndr). Per carità, non possiamo e non vogliamo mettere bocca su una contrattazione tra privati, ma visto che poi le entrate della Pro Loco servono per promuovere la città senza che un solo euro resti nelle loro tasche, meglio sarebbe stato, dal punto di vista della collettività, fare una vera e propria evidenza in modo che il mercato avesse creato un prezzo più alto con evidente vantaggio per la città di Nettuno e la sua promozione turistica“.

Un altro problema risiede poi nel fatto che lo stesso Marcello Armocida è consulente al Demanio presso l’amministrazione comunale: “Questo è uno di quei casi che avevamo paventato – proseguono i rappresentanti di Pd e Patto per Nettuno – in cui controllore e controllato si assomigliano così tanto che se non si sta troppo attenti potrebbero sembrare la stessa persona. A meno che poi non si evidenzi che tra la Pro Loco e la srls ci siano altri rapporti di gestione o di capitale umano, cosa che invece sarebbe inopportuna, ma sicuramente non sarà così, anche perché un controllo sarebbe alquanto semplice e noi saremo i primi a metterlo in atto“, concludono con una punta di ironia.

Insomma, una questione che sembra ben lontana dal concludersi rapidamente in un nulla di fatto, ma che promette di essere solo l’inizio di una lunga polemica.