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Nettuno, la città dice addio a Paolo Amati: una vita segnata dall’impegno sociale

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Un mese fa il coronavirus si era portato via fratello Ennio. Nelle ultime ore il destino ha voluto che toccasse anche a Paolo Amati, 71 anni, lasciare questo mondo, la sua amata famiglia e la sua Nettuno. E’ la 54ª vittima in città di questa dannata pandemia. Era una persona speciale Paolo. Per anni è stato docente di religione presso scuole medie e istituti superiori del nostro territorio. Ma fin da giovane si è impegnato con sacrificio nell’associazionismo cattolico. Tanto è vero che per anni, in diversi periodi, è stato presidente dell’Azione cattolica locale e ha fatto spesso parte del Consiglio diocesano ad Albano. Coniugava l’impegno sociale con l’impegno cristiano e il suo punto di riferimento era la collegiata di San Giovanni a Nettuno. Non è un caso che nel 2014 abbia scritto un libro in occasione del primo centenario della nascita di Don Vincenzo Cerri, storico parroco di San Giovanni.
Il suo impegno sociale si è concretizzato con un’altra pubblicazione, dal titolo emblematico: “Impegno nel sociale di un credente: Zaccaria Negroni”. Che è stata la sua stella polare visto che il politico Zaccaria Negroni era anche “Servo di Dio“.
Paolo Amati nel quotidiano ha sempre dimostrato grande attenzione per la sua Nettuno. Quante volte ci siamo incontrati a parlare di politica, a parlare dei problemi della città. Quante volte ha segnalato disservizi all’amministrazione comunale – rimanendo spesso inascoltato, e questo lo addolorava – quante volte è andato in Comune di persona per sollecitare interventi finalizzati a migliorare la qualità della vita della città. Questo, per noi che lo abbiamo conosciuto, era Paolo. Una persona specchiata, buona, altruista. Ci mancheranno il suo garbo e la sua gentilezza.
Ciao Paolo.
Oggi pomeriggio nella sua amata collegiata di San Giovanni alle 15 l’ultimo saluto a Paolo Amati.