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Cosa fa e come si diventa educatori

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Gli educatori sono delle figure professionali strategiche per il territorio e, in situazioni particolari, sono fondamentali per ripristinare un equilibrio sociale e contribuire alla creazione di progetti e attività culturali.
Per diventare educatore professionale è necessario conseguire una laurea nella classe L-19. Per scegliere il corso di laurea al quale iscriversi, si consiglia di consultare l’offerta formativa di un’università di scienze della formazione. Sono diversi infatti i piani di studio, in base al settore in cui ci si vuole specializzare.

Cosa fa l’educatore
L’educatore professionale si occupa di organizzare e gestire progetti rivolti alla rieducazione di soggetti considerati a rischio. Lavora in contesti molto diversi e per questo ci sono diverse macrocategorie di educatori: il socio-sanitario, il socio-pedagogico e il socio-culturale.
L’educatore esercita la sua professione negli ospedali e nelle strutture sanitarie, nel servizio pubblico con scuole e asili nido e nella sfera dell’associazionismo, occupandosi di persone che vivono o hanno vissuto un disagio o un trauma.
Il suo ruolo è molto importante, perché aiuta le persone a recuperare fiducia e sicurezza e ne favorisce l’inserimento o il reinserimento nella società. Sappiamo bene quanto siano a rischio alcune zone periferiche delle grandi città e di quante situazioni pericolose leggiamo nei nostri piccoli centri che evidenziano un forte disagio. L’emergenza Covid-19 ha inoltre fatto emergere il bisogno, nelle strutture destinate alla cura e alla salute delle persone, di figure come l’educatore, in grado di aiutare i pazienti nel recupero della propria quotidianità e nel superamento del trauma subito a seguito della malattia. Per tale motivo, nel DL di Agosto è stata inserita una procedura per definire il ruolo di questi professionisti che nell’emergenza si sono prestati per supportare le persone in difficoltà psicologica, al fine di garantire una permanenza stabile all’interno di queste strutture, anche dopo l’emergenza sanitaria.

Come si diventa educatori
Se si desidera diventare educatori, il primo passo è quello di scegliere una scuola superiore che già instrada lo studente in questa direzione. L’indirizzo più consigliato è quello del Liceo socio-psicopedagogico, che prepara proprio ad affrontare il percorso universitario in scienze della formazione o scienze dell’educazione. Se si vive in zone in cui non c’è una sede universitaria e si preferisce non frequentare l’Università da pendolare per evitare il caos di città come Roma, il conseguimento della laurea si può ottenere anche per via telematica, scegliendo le università riconosciute dal Miur come Unicusano, che ha la sua sede principale anche nella Capitale. In questo modo si possono seguire le lezioni online, senza necessariamente spostarsi per raggiungere le aule universitarie e recarsi in sede solo per sostenere gli esami.
Un’altra modalità per diventare educatore è quella basata sull’esperienza. Si può infatti seguire un corso professionalizzante se si hanno almeno 3 anni di esperienza nelle strutture pubbliche e se non si è in possesso di un titolo abilitante. Questa norma è stata concepita per stabilizzare chi ha iniziato a lavorare come educatore quando non era ancora stato stabilito il percorso accademico specifico e delle competenze necessarie. La legge IORI, entrata in vigore nel gennaio 2018, ha provveduto a colmare questo vuoto.