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Anzio, coronavirus: in quarantena altri sei consiglieri, un ex assessore e due vigili urbani

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La Asl Roma 6 ha avviato le procedure per mettere in quarantena sei consiglieri comunali di Anzio, un ex assessore, quattro componenti della troupe di una televisione locale che stava riprendendo i lavori del consiglio comunale e due vigili urbani. Sono le persone che si trovavano della platea di Villa Sarsina, dove normalmente siede il pubblico, in cui si trovava anche il consigliere comunale risultato per primo positivo e che durante i lavori dell’assise mostrava sintomi che potevano ricondurre al covid-19. In isolamento sono già posti dalla Asl tre agenti del commissariato di polizia di Anzio che stavano seguendo i lavori.
La decisione di mettere in isolamento altre tredici persone è stata presa dalla Asl 6 dopo aver accertato, attraverso i dati forniti dal responsabile della sicurezza del comune di Anzio, chi fosse vicino al consigliere risultato positivo. Evitano la quarantena i consiglieri comunali che sedevano sugli scranni, quindi ad una certa distanza dalla platea.
Intanto in una nota il consigliere comunale risultato positivo precisa che la positività è risultata il giorno successivo al consiglio comunale, ossia l’11 marzo. “La mattina del consiglio comunale – scrive in una nota – mi sono svegliato con un leggero mal di testa ed ho preso un analgesico, ho pensato di avere un attacco di cervicale certamente non il coronavirus. Il giorno dopo ho avvertito una leggera influenza e, insieme a mia moglie, ci siamo recati prima da un privato e poi presso la Asl, per fare il tampone, a cui siamo entrambi risultati positivi. Ho subito avvertito il Comune, che ha avviato il protocollo di rito previsto in questi casi. Fortunatamente il consiglio comunale si svolge con regole stringenti sul distanziamento personale e sui dispositivi di protezione individuale. Io non avevo tosse o altri sintomi e, quando ho misurato la temperatura all’ingresso, erano sotto i 37 gradi. Ho sempre portato la mascherina e sono stato al mio posto. Mi dispiace per questa situazione – continua la nota del consigliere – ma ci tengo a sottolineare che ho agito in perfetta buona fede”.