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Nettuno, clamorose dichiarazioni dell’assessore Claudio Dell’Uomo: “Con Daniele Mancini tramammo per mandare a casa Casto”

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A tre anni dalla crisi amministrativa al comune di Nettuno che travolse il Movimento 5 Stelle e l’allora sindaco Angelo Casto, l’attuale assessore Claudio Dell’Uomo svela i retroscena e il ruolo determinante dell’ex assessore 5 Stelle Daniele Mancini in quel frangente.
Tre anni fa seguimmo con grande attenzione la crisi amministrativa del Movimento Cinque Stelle e lo scioglimento del consiglio comunale. Scrivemmo che tra i registi dell’operazione che portò nove consiglieri di minoranza e quattro di maggioranza, tutti del Movimento 5 Stelle, a firmare le dimissioni dal notaio determinando la fine anticipata della legislatura, c’era l’ex assessore 5 Stelle Daniele Mancini. Che aveva stretto accordi con la minoranza, in particolare con l’allora consigliere di opposizione Claudio Dell’Uomo – oggi assessore alle Politiche ambientali per il centrodestra – dopo essere stato costretto alle dimissioni dall’allora sindaco Angelo Casto. Semplice cronaca politica. Eppure fummo denunciati da Mancini per aver scritto una verità che evidentemente scottava. Non solo: i quattro consiglieri 5 Stelle a lui legati che si dimisero dal notaio, ossia Daniela De LucaGiuseppe Nigro, Simonetta Petroni e Marco Montani, chiesero anche l’intervento dell’ordine dei giornalisti per censurare la nostra analisi politica.
La storia della denuncia va ancora avanti; quella all’ordine dei giornalisti è stata archiviata. Dopo tre anni, al culmine delle tensioni tra l’attuale assessore alle Politiche ambientali e Mancini, arriva la “confessione” di Claudio Dell’Uomo, che conferma quello che scrivemmo sulla crisi amministrativa del 2018: insieme a Daniele Mancini avevano “tramato” e trovato le tredici firme – determinanti furono quelle dei quattro consiglieri 5 Stelle – necessarie per far decadere sindaco e consiglio comunale. L’ha dichiarato Dell’Uomo in una intervista molto interessante rilasciata ad un periodico locale nella quale spiega come andarono le cose, di come insieme all’ex assessore 5 Stelle Daniele Mancini tramarono per mandare a casa il sindaco 5 Stelle Angelo Casto.
Questo il testo delle dichiarazioni:
Ma non eravate amici (lei e Mancini ndr.)? chiede il giornalista.
E l’assessore Claudio Dell’Uomo risponde.
Ma sì per un periodo siamo stati amici quando abbiamo mandato a casa, perché lo abbiamo fatto insieme, l’operazione di mandare a casa Casto. Ci siamo incontrati più e più volte per mandare a casa Casto. Non si va dal notaio, quanti eravamo, 12 persone, 13 persone, così perché la mattina ci alziamo e andiamo tutti dal notaio. Sono state concordate delle cose. Abbiamo fatto anche una campagna elettorale non accusandoci di niente. C’è stato anche un percorso all’interno della maggioranza in un momento in cui c’era la possibilità che potessero entrare con un incarico alla Sanetti come presidente del consiglio comunale o assessore ai servizi sociali. Loro ambivano a qualche posizione. Poi giustamente noi abbiamo accontentato chi ha lavorato per il progetto politico in campagna elettorale. C’è stato un avvicinamento iniziale su questa cosa. Non ci tenevo anche se avevamo tramato la cascata di Casto. Ma poi il rapporto umano e personale è stato buono fino ad un certo punto. Poi è lui che non ha retto forse più il confronto paragonando l’assessorato all’ambiente quando era lui assessore con il mio assessorato”.
Alla luce delle frasi di Dell’Uomo, fa sorridere che il consigliere Daniele Mancini oggi se la prenda con questa amministrazione comunale di centrodestra. Chissà chi ha favorito il ritorno del centrodestra… La risposta è semplice. Ovviamente.