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Nettuno, Alleanza Nettunese copia emendamento del consigliere Alicandri, ma aggiunge il taglio al trasporto disabili: è polemica

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Il consigliere comunale del Partito Democratico di Nettuno Roberto Alicandri ha presentato nei giorni scorsi un emendamento al bilancio di previsione chiedendo la riduzione di alcuni capitoli di bilancio recuperando trentamila euro da destinare all’emergenza coronavirus; nelle ultime ore il gruppo consiliare di Allenza Nettunense lo ha ricopiato esattamente aggiungendovi però anche un taglio sul trasporto dei disabili. Tanto è bastato per far scoppiare una polemica feroce sia sul plagio che sulla decisione di tagliare anche il capitolo di spesa di un servizio destinato ai disabili.
Nell’emendamento presentato da Alicandri e condiviso dagli altri consiglieri di minoranza Antonio Taurelli, Marco Federici, Enrica Vaccari e Waldemaro Marchiafava erano stati individuati cinque tagli ad altrettanti capitoli: grandi eventi sportivi, manifestazioni sportive, realizzazione iniziative turistiche, politiche agricole, politiche comunitarie. Bene, i tre consiglieri comunali di alleanza Nettunense Tiziana Ginnetti, Mario Esposito e Massimiliano Rognoni hanno presentato lo stesso emendamento utilizzando le stesse diciture dei capitoli di bilancio e anche la cronologia ma, alla fine, rispetto all’emendamento della minoranza, hanno inserito il taglio al capitolo relativo al trasporto disabili.
Una decisione che ha spinto Roberto Alicandri a prendere una posizione molto critica. “Appare politicamente e logicamente assurdo che chi fa il bilancio (la maggioranza) se lo emendi da solo – scrive il consigliere del Pd – Leggendolo però ho ben capito la logica e non c’è nulla riguardo la programmazione economica. Perché dico questo? Perché l’emendamento è quasi perfettamente identico a quello che ho presentato io (per conto della minoranza)… e quindi perché lo hanno fatto? Beh la risposta è ovvia… perché manca l’umiltà di poter votare a favore una proposta fatta dalla minoranza… Ma purtroppo la questione non finisce qui. Per aggiungere qualcosa a tutti i costi, per non rendere così evidente il copia incolla, viene aggiunto “solamente” un altro decremento ad un capitolo di spesa… il trasporto disabili! Bene io posso anche capire il gioco politico di non voler accettare una proposta dell’opposizione ma non posso accettare che questo gioco avvenga sulla pelle dei disabili. Trovo questa operazione raccapricciante e meschina – continua Alicandri – e farò tutto quello che posso in consiglio, guardando negli occhi ogni singolo consigliere comunale, per far capire che sulle categorie deboli non si gioca. Oltre ciò forse sfugge a chi lo ha proposto che nel dpcm vigente l’unica categoria che potrà ad esempio frequentare le scuole sono proprio i bambini disabili e quindi che logica ha attuare un taglio del genere? Semmai sarebbe stato umanamente più logico aumentare ad esempio il capitolo che prevede l’assistenza scolastica a questi bambini. Non dimentichiamo poi i disabili di altre età. Difatti con le restrizioni che hanno le persone, come potranno spostarsi per andare nei centri diurni o per altre necessità? Mi pare tutto davvero incredibile… Io non posso davvero credere che gli uffici potranno mai dare un parere favorevole ad un abominio del genere perché evidenzierebbero la loro insensibilità per gestire un settore così delicato del comune. Non si possono umiliare i disabili e le loro famiglie per ignobili giochetti politici. Sarà forse perché tutte le notti – conclude Alicandri – quando vado a dormire il mio pensiero va a provare ad immaginare un futuro per mio figlio affetto da autismo grave e forse parlando di questi argomenti rischio di avere una sorta di conflitto di interessi, eppure credo che tutti coloro che hanno un ruolo istituzionale dovrebbero avere l’umanità e la lungimiranza di pensare al futuro delle categorie più deboli ed alle loro famiglie, perché un mondo ingiusto e non solidale non vale la pena di essere amministrato e non vale nemmeno la pena di far politica in un consesso che umilia le categorie più fragili per fare dei ‘giochini politici’“.