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Anzio, il Pd ironizza sugli spettacoli estivi da 140 mila euro. Con una storiella

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Il Partito democratico di Anzio e la consigliera Lina Giannino tornano a criticare aspramente la scelta dell’amministrazione comunale che in un momento di crisi post covid-19 ha deciso di impegnare 140.000 euro per gli spettacoli estivi. Questa volta il Pd decide di usare l’ironia con una storiella simpatica. E inquietante.
Eccola.
In Comune fervono i preparativi per gli spettacoli del mese di Agosto. C’è il bando per assegnare la gestione della scelta dei cantanti. Ancora non si sa chi si aggiudicherà i 140.000 euro stanziati, ma sicuramente entro le 20e10 sarà tutto concluso bene. Chissà chi verrà ad allietare le serate Augustiane. Per lasciare tutto al caso, e non dare l’impressione che fosse tutto già deciso, si è pensato di mettere delle palline in un cestello, come quello del gioco del lotto, ognuna con il nome di un artista. Coloro che verranno estratti, si esibiranno.Tutti elettrizzati, si sono riuniti nella sala Consiliare e hanno bendato un Assessore di Maggioranza, con la minaccia: “pesca bene o sarai defenestrato” e gli hanno fatto pescare la prima pallina.
Il primo nome estratto è stato Toto Cotugno. “Toto Cotugno? Figurati avrà 80 anni e non lo conosce piu nessuno”. “Si però canta l’Italiano e noi mettiamo al primo posto gli Italiani”! ” No no cambiamo”!. Secondo nome i Pooh che canteranno “In Italia si può” “Seee ancora questi? E poi siamo scemi? Cosi arrivano tutti gli extracomunitari No No.! Cambiamo”. Terzo nome Marco Masini”; e cosa canta? “Chiede il vicesindaco. “Canta L’Italia.” Ma scherzi? La conosci? È troppo pubblicizzata, Impegnata e quasi Comunista. Non ci siamo! “Ma allora? Qui ci facciamo notte”, risponde un consigliere. “Fermi tutti”, dice un altro presente all’estrazione, e come per magia estrae un biglietto con sopra una terna di nomi. “Facciamo venire Salemme, Battista e Massimo Ranieri che va bene per tutte le stagioni”. Tutti applaudono contenti. Solo ad uno sorge un dubbio: “Scusa, eh, ma come mai avevi quel foglietto?” “Niente” risponde l’altro, “erano di riserva”.