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Nettuno, i Padri Passionisti avevano aiutato con un pacco alimentare il ladro della collana sottratta alla Madonna delle Grazie

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Emerge un particolare sconcertante nella storia del furto della collana d’oro della statua di Nostra Signora delle Grazie patrona di
Nettuno. A raccontarlo è padre Pasquale Gravate, dei Padri Passionisti, rettore del Santuario che custodisce la preziosa statua lignea. “Il pomeriggio dell’8 maggio – racconta padre Gravante –l’uomo che poi avrebbe compiuto il furto aveva ricevuto in dono dal nostro sacrista un pacco contenente generi alimentari. E’ una forma di aiuto che spesso diamo alle persone indigenti”. Un atto di
generosità da parte dei Passionisti che, come abbiamo visto, è stato mal ripagato dall’uomo.
A far scattare l’allarme del furto – continua il rettore del Santuario – è stata la confidenza di una signora, alla quale il malvivente, vantandosi, aveva comunicato di essere fiero del furto commesso, ma di essere stato sfortunato in quanto la medaglia attaccata alla collana era rimasta nella composizione floreale posta ai piedi della Vergine. Nei tre giorni successivi al furto non ci eravamo accorti dell’accaduto considerato che la teca nella quale è custodita la Madonna è posta a molti metri sopra l’altare. Abbiamo quindi subito avvertito la polizia. Le videocamere di sorveglianza hanno però permesso di ricostruire la vicenda. Ringrazio la polizia di Stato – aggiunge il rettore – per l’eccellente e celere intervento nella risoluzione del caso e tutti coloro che si sono stretti con solidarietà al rammarico dell’intera comunità Passionista custode ed amante della Madonna delle Grazie di Nettuno”.