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Da Anzio, l’Ad del porto Antonio Bufalari chiede alla Regione di far ripartire la nautica

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Vivere il mare in sicurezza e consentire agli operatori della nautica di eiprendere le proprie attività economiche nella generale ottica di tutela della salute pubblica. A chiederlo, da Anzio, è Antonio Bufalari, nella sua qualità di Amministratore Delegato del Porto di Anzio e Vice Presidente della Assonautica Romana. Oggi, infatti, Nufalari ha  inviato una nota al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al vice presidente Daniele Leodori, agli assessori regionali Sartore, Alessandri, Ornelli e Pugliese e a diversi esponenti politici  locali.

Aderendo alle richieste provenienti da vari operatori della cantieristica, l’AD ha chiesto che, come stanno già facendo numerose Regioni e Autorità Portuali, anche la Regione Lazio, tutelando sempre la salute e l’incolumità personale, emani e concerti regole certe per il riavvio delle attività economiche e per l’accesso alle imbarcazioni da parte dei propri armatori. Riavvio che dovrebbe avvenire nell’imminenza dell’avvio della cosiddetta fase 2, al fine di non vanificare una stagione estiva che si preannuncia particolare e singolare nel suo genere. “Questo è il periodo di massima attività per la cantieristica nautica, che solitamente in questi mesi lavora per far si che centinaia di barche siano pronte per la stagione estiva – scrive Bufalari nella nota -. Ma non solo, scuole vele, circoli, diving, porti, approdi turistici, società di charter svolgono in questo periodo attività necessaire e fondamentali per poter operare in sicurezza nella stagione estiva. Proprio per questo è stato richiesto alla Regione di definire regole e processi semplici, certi e definiti tali da programmare la ripresa e tutelare così l’occupazione e la sostenibilità economica di centinaia di operatori medio piccoli e di famiglie. Famiglie del Lazio che dipendono dal settore della nautica e dei servizi connessi, che con la inevitabile e imprevedibile chiusura stanno di fatto vedendo slittare i propri ricavi di mese in mese, con conti e debiti che però non slittano e si accumulano. Proprio per questo anche a livello regionale, è stata posta l’attenzione sull’attuazione di politiche economiche lungimiranti tese, innanzitutto, a sgravare gli operatori economici da oneri erariali ed a generare di conseguenza maggiore liquidità nelle casse. Liquidità così “risparmiata” che potrà generare politiche di sconto verso i clienti finali, i proprietari di barche e i fruitori dei tanti servizi che la nautica offre

L’andare in barca è, infatti, un’attività isolante per sua natura, chi va in mare si allontana dai luoghi di massa da sempre. Il diportismo non si caratterizza, come la maggior parte delle attività ludiche con necessità di stare in una squadra o con gli assembramenti tipici delle manifestazioni sportive. Chi va in barca normalmente lo fa con la propria famiglia e non c’è dubbio che rispetto al rischio di contagio, la barca sia addirittura ancor più sicura della propria casa. I distinguo da mettere in atto per evitare il rischio di contagio sono veramente pochi e di facile applicazione: l’utente nautico esce da casa, sale in auto, arriva in porto, sale in barca ed esce in mare. Non ha bisogno cioè di condividere niente con nessuno, tranne che fare carburante una tantum con le dovute precauzioni ed usando i dispositivi individuali, così come per fare il pieno all’auto“.

La prossima stagione estiva sarà caratterizzata da una forte contrazione economica e da un turismo – in questo caso diportistico – prevalentemente domestico. “Proprio questo va in questo momento tutelato e favorito in modo da generare una economia circolare che potrei vantaggio non solo alla nautica ma al commercio e alla ricettività delle nostre splendide località turistiche. Le barche e i lori armatori rimanendo in Italia e facendo crociere concentrate sui porti nazionali concentreranno tutti i consumi su operatori italiani con comune ridistribuzioni della ricchezza“.