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Allarme per gli operatori della società Tv Service dei Cup dell’ Azienda sanitaria Roma6. Nei giorni scorsi l’ultimo stipendio non è stato pagato a molti, mentre ad altri è stato versato un acconto. Disagio e preoccupazione anche per gli operatori Cup dei poliambulatori Villa Albani e Nettuno e dell’ospedale “Riuniti” di Anzio.  Dopo aver diffidato la TV Service, impresa che svolge il servizio in subappalto per conto della Asl Roma 6, la Cisl Fp Lazio denuncia con forza la grave inadempienza contrattuale ai danni dei 109 lavoratori esternalizzati che gestiscono non solo i Cup, ma hanno altre funzioni amministrative per conto dell’Azienda sanitaria dei Castelli e del Litorale. La Cisl Fp ha quindi chiesto alla Asl Roma 6 e alla Regione Lazio di intervenire immediatamente “per ripristinare e assicurare il corretto pagamento delle retribuzioni”.
“E’ un teatrino che si sta ripetendo da mesi e che non intendiamo più tollerare”, attacca Marco Giobbi, responsabile Sanità della Cisl Fp Lazio“Ogni volta che si avvicina il giorno della paga degli stipendi – continua -, la TV Service informa i dipendenti che, vista l’insolvenza della Asl Roma 6, non è in grado di garantire le retribuzioni a tutti. E puntualissime arrivano le dilazioni nei pagamenti. Questo per i lavoratori più fortunati, perché c’è anche chi rimane senza stipendio”. Nei mesi scorsi la Cisl Fp aveva già diffidato la TV Service, dopo aver verificato che la Asl non era stata inadempiente dei confronti della società che svolge il servizio in subappalto per conto della società della provincia di Taranto che se lo era aggiudicato lo scorso anno.
“Tra l’altro – spiega Marco Giobbi -, ci risulta che la TV Service è beneficiaria di un fido bancario finalizzato proprio ad evitare ripercussioni sulla retribuzione dei dipendenti. Si tratta di lavoratori qualificati che, già penalizzati dal Contratto nazionale di lavoro di riferimento e dall’ultimo cambio appalto, percepiscono salari più bassi dei colleghi dipendenti pubblici. Riteniamo questo comportamento inaccettabile, per la dignità di chi lavora e la qualità del servizio agli utenti”.