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Anzio. Al cinema Astoria arriva il regista Mimmo Calopresti

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di Viviana Rizzo

La proiezione di “Aspromonte – La terra degli Ultimi” ha commosso e meravigliato l’intera platea. Una proiezione che è stata speciale perché alla serata di mercoledì 11 dicembre, al Cinema Astoria di Anzio, ha presenziato il regista, il celebre Mimmo Calopresti, il quale, con molta disponibilità, ha risposto alle tante domande degli ammiratori e svelato alcune delle curiosità riguardo la realizzazione di questa splendida opera cinematografica.

Vengo sempre molto volentieri a conoscere chi ha guardato questo film perché, secondo me,  ha una caratteristica per me molto bella: un pubblico affettuoso, che mi vuole bene dopo aver visto ‘Aspromonte’, sono contenti di averlo visto perché si ritrovano in un’idea di film semplice, di un racconto classico, ambientato in un posto lontano che è Africo dove i protagonisti mancano di diritti quali il medico, la scuola e si mettono assieme per ottenere qualcosa dalla vita e il pubblico ha recepito questo tipo di discorso – spiega il regista – Gli spettatori si immedesimano. I più giovani trovano un mondo che non hanno mai visto e di cui sanno solo dei racconti e c’è chi, invece, ha vissuto vicino a queste realtà, e si ritrovano e ritornano indietro nei ricordi, attraverso la propria vita”.

Aspromonte – La terra degli Ultimi” narra le vicende dei cittadini di tutte le età di Africo, un paesino situato nell’Aspromonte, appunto, in Calabria, e delle difficoltà che devono affrontare. Il racconto è messo in moto dalla morte di una donna partoriente dovuta all’assenza di un medico in paese, tragica vicenda che ha convinto i paesani di costruire una strada. Un progetto che verrà ostacolato sia dalla Legge che dal brigante Don Totò, quest’ultimo con la violenza.

L’idea di questo film nasce dalla lettura di un libro intitolato ‘Via dell’Aspromonte’ di Pietro Criaco e quel suo aver qualcosa di antico, come se fosse una storia che ripercorre la storia dei padri mi ha spinto a realizzare questa pellicola – continua poi Calopresti – Mi ha spinto quest’idea di ritornare verso qualcosa che è l’origine di una comunità che cresce e prende iniziative per risolvere le problematiche”.

Una film, questo di Calopestri, che tratta di temi che ci riguardano, assolutamente attuali, nonostante la narrazione sia ambientata negli anni ‘50. Un pellicola che commuove ma sa raccontare vicende dolorose con delicatezza e con bellezza, grazie anche a una fotografia di grande impatto. Sono dunque questi gli ingredienti che hanno fatto apprezzare “Aspromonte – La terra degli Ultimi” ai molti spettatori in sala nella serata di mercoledì scorso, i quali si sono complimentati calorosamente con il regista presente in sala.