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Anzio, la Regione dice no al secondo impianto biogas: “Troppo vicino alla scuola Spalviera”

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impianto biogas

Mentre procedono i lavori per la costruzione della biogas a via della Spadellata, la Regione Lazio dice no al secondo impianto rifiuti. Quello di Green future, previsto in via Nazzari sempre tra Sacida e Padiglione. A mettere nero su bianco il diniego per il rilascio della Valutazione di impatto ambientale è stata la Direzione regionale valutazioni ambientali e bonifiche, con una missiva in risposta alla società proponente relativa alla realizzazione di un impianto di recupero rifiuti non pericolosi con procedura di biometano. Il motivo addotto è che la proposta progettuale “non è conforme con il vigente piano dei rifiuti ed in particolare per i fattori escludenti del Piano regionale per quanto attiene alla localizzazione dell’impianto“. Da istruttoria effettuata e grazie al contributo dei Comitati cittadini no biogas, la Regione si è resa conto della presenza della scuola Infanzia e primaria ‘Spalviera‘, situata a circa 300 metri dall’impianto.

Non si è fatto attendere il commento di Uniti per l’Ambiente, che è tra i Comitati che stanno osteggiando la realizzazione di impianti rifiuti nel triangolo tra Lavinio, Padiglione e Sacida. Quella addotta dalla Regione “era la motivazione che ha fatto mobilitare le associazioni e fatto nascere Comitati. E’ una vittoria di chi ci ha creduto fino in fondo. La Regione Lazio dice no all’impianto proposto dalla Green Future ed avrebbe detto no anche a quello di via della Spedellata se l’Assessore, che andò a rappresentare il Comune di Anzio ed il suo dirigente, avessero dato il loro motivato  parere negativo. La Regione ha detto no per le motivazioni che continuiamo ad urlare al vento: l’impianto di via Amedeo Nazzari non rispetta le distanze minime di sicurezza da obiettivi sensibili, previste a 500 metri“.

L’impianto  di via della Spadellata è nelle stesse condizioni e forse qualche metro più vicino a quegli obiettivi sensibili: ed è in corso di realizzazione. “Qualcuno ne deve rispondere. La ragione resta lapalissiana: non ci fu opposizione in Conferenza dei Servizi, non c’era la folla di cittadini che Uniti Per l’Ambiente portò in Regione per far valere i diritti degli abitanti, non c’è stata la pressione esercitata sulla Green Future che facemmo in occasione dell’incontro con la delegazione della ditta proponente. Crediamo che questo progetto debba essere considerato ormai senza futuro, almeno nella zona in cui fu proposto. La Regione aveva anche dato parere globale negativo per l’impianto proposto dalla Ditta Eco-Transport per le stesse motivazioni. Ora tocca al Sindaco di Anzio portare in Regione Lazio l’esito delle verifiche del dossier Libralato e chiedere la riapertura della Conferenza dei Servizi del progetto di via della Spadellata. Se quel progetto era pericoloso per la gente e se è stato ubicato in un posizione inaccettabile, esso resta pericoloso ed inaccettabile e deve essere fermato“.