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Nettuno verso le elezioni, Sandro Coppola interviene sulla questione del responsabile della comunicazione

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Sandro Coppola
Alessandro Coppola

Caro Direttore del Granchio,
ho letto con vera sorpresa l’articolo che la sua testata ha dedicato a Luca Ranucci, responsabile della mia comunicazione in questa campagna elettorale. Due i concetti centrali del testo davvero difficili da condividere. Il primo riguarda la temuta ‘influenza’ di Anzio sulla politica di Nettuno. Quello del campanilismo è un sentimento anacronistico in un momento storico in cui la collaborazione tra Amministrazioni non è solo un dovere morale, indipendentemente da chi le guida, ma l’unica strada per riuscire ad offrire ai cittadini servizi adeguati ad esigenze sempre più complesse.
Ancora più lontano da me è lo spirito che ha portato il suo giornale a definire un giovane imprenditore ed un ragazzo di talento, a cui ho chiesto di candidarsi nella mia lista, “figlio di”. Nella mia vita personale e lavorativa e anche adesso in questa mia esperienza politica, ho sempre guardato alle persone cercando di capire chi fossero, in base a doti e carattere personali. Non mi sono mai fermato alle etichette come ‘figlio di’, ‘nipote di’ o ‘cognato dì’.

Sandro Coppola

***

Caro Coppola, 

non deve essere sorpreso. Come ho avuto modo di rispondere privatamente a Luca Ranucci – anche se poi il comunicato che mi ha inviato era su altri siti – per noi il figlio di un assessore di Anzio che fa il capo della comunicazione a Nettuno per il candidato del centrodestra e’ una notizia. Evidentemente non si conoscono i meccanismi della comunicazione e me ne dispiaccio. Abbiamo fatto semplice informazione. Asciutta, senza commenti. Ribadisco che era una notizia e andava data. E nello scambio di messaggi ho anche augurato buon lavoro e le migliori fortune alle prossime elezioni a Luca Ranucci. Mai mettendo in discussione le sue capacità imprenditoriali (e questo, ci rivolgiamo a Luca Ranucci, vale per tutte le professionalità’, sia ben chiaro….).
Ivo Iannozzi