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Anzio, porto insabbiato. Lina Giannino del Pd: “E’ una vergogna, dove è il sindaco?”

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porto insabbiato

“I nostri pescatori stanno vivendo, forse, il periodo più buio della loro storia. Il porto è completamente insabbiato e le barche rischiano di non poter uscire od entrare nel bacino. In questi giorni chi come me, figlia di pescatore, ha conosciuto e vissuto questo mondo complesso, sa cosa vuol dire essere in ansia per barche che rischiano di non poter rientrare e restare in balia dei marosi per colpa di un fondale che non c’è più o per colpa di chi, anziché risolvere il problema, rimpalla le responsabilità fra un ente e l’altro”.

E’ il durissimo intervento della consigliera comunale  comune del Pd di Anzio Lina Giannino. Che rincara la dose e critica l’amministrazione comunale.

Dov’è il Sindaco con la sua Amministrazione? Dove sono i consiglieri che sono stati eletti con i voti degli addetti ai lavori? – continua la consigliere Giannino – Cosa dicono i ristoratori che vivono del pescato e che si battono solo per il transito delle auto al centro? Nonostante qualcuno continui ad urlare che la Regione debba ritirare la concessione, io continuo ad affermare che, il porto è di fatto già pubblico. Per cui tocca al socio di maggioranza (il Comune) adottare tutti i processi in suo potere come quello di mettere in mora il socio di minoranza e recarsi in Regione a far si che venga ripristinato l’escavo del canale esterno. Una amministrazione che si vanta di aver approvato in Consiglio 540 mila euro di debiti fuori bilancio fatti da una buona parte degli attuali presenti è una cosa a dir poco scandalosa mentre il punto (messo per ultimo) dedicato per l’appunto all’escavo non viene discusso”.

“La distrazione di massa – aggiunge Lina Giannino – continua a veicolare l’attenzione del paese sul Bando riguardante i lavori del “porticciolo” dove sicuramente ci sarà per “qualcuno” un maggiore interesse economico, ma la pesca delle “paranze”? Non è interessante per lo stesso “qualcuno” economicamente? Il sindaco indossi la fascia, non solo davanti al monumento dei caduti fra le bancarelle di un mercatino domenicale, e vada di persona con i suoi amministratori e gli addetti ai lavori in Regione a riprendersi la storia a cui lui stesso appartiene. Guidi il paese che l’ha voluto alla sua guida alla risoluzione del problema. I pescatori non sono solo un serbatoio di voti da svuotare in ogni campagna elettorale. Sono la nostra tradizione, la nostra economia e vanno difesi da tutti i cittadini ad iniziare da quelli residenti a Sacida. Si metta in mora il socio privato per ripristinare l’escavo interno e si pretenda dalla Regione il ripristino dell’escavo esterno”.