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Valeriani: “L’ospedale di Anzio e Nettuno non chiuderà”

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Il capogruppo del PD alla Regione Lazio rassicura sul futuro del nosocomio

L’ospedale Riuniti Anzio e Nettuno resterà un Dipartimento di emergenza, urgenza, accettazione (DEA) di primo livello, che non risentirà dell’apertura dell’ospedale dei Castelli Romani, mentre il reparto di Senologia sarà presto dotato di un innovativo mammografo 3D di ultima generazione e il Reparto di Chirurgia potrà disporre, sempre in tempi brevi, di una colonna laparoscopica e quello di Gastroenterologia di un nuovo gastroscopio. Sono solo alcuni degli interventi di ammodernamento tecnologico e di ristrutturazione organizzativa messi in campo dalla Regione e dalla Asl Roma 6, illustrati dal direttore generale Narciso Mostarda, che consentiranno di migliorare i servizi e le prestazioni dell’ospedale Riuniti” dichiara Massimiliano Valeriani, capogruppo del PD alla Regione Lazio.

L’Amministrazione Zingaretti non chiude gli ospedali, ma li ha riqualificati e in alcuni casi li ha riacquistati. Quindici anni fa molti nosocomi del Lazio, infatti, vennero ceduti a un fondo immobiliare e per 15 anni la Regione ha pagato leasing e affitti per questi edifici sanitari. Ora questa fase è terminata e sono state riacquistate 16 strutture ospedaliere con risparmi per circa 184 milioni di euro, che potranno essere reinvestiti per continuare ad ammodernare il sistema sanitario regionale. Se prima c’erano 2 miliardi di disavanzo ogni anno, ora i conti sono in ordine: questo non vuol dire che sono state risolte tutte le criticità del sistema sanitario. Resta ancora molto da fare – aggiunge Valeriani – ma non si possono negare i notevoli risultati conseguiti finora e siamo pronti a portare avanti lo sviluppo del sanità nel Lazio”.

Ricordiamoci però da dove siamo partiti analizzando i dati precedenti e quelli di adesso. Si è passati da 670 milioni di euro di deficit nel 2013 a 58 milioni di disavanzo nel 2017 e una stima per il 2018 di un utile di 18 milioni di euro. Sono stati ridotti i debiti e i tempi di pagamento verso i fornitori del sistema sanitario: saldati oltre 3 miliardi di vecchi debiti e accorciati i tempi di pagamento delle fatture: da 1.000 giorni nel 2013 a 60 giorni nel 2017. Dal 1 gennaio 2017, inoltre, è stato abolito l’extraticket sanitario, con un risparmio per i cittadini di 20 milioni di euro. Riguardo al personale, infine, il risanamento ha portato allo sblocco delle assunzioni: oltre 3500 nuovi ingressi di medici e infermieri nel biennio 2017-18, insieme alla stabilizzazione di 1400 precari”.

Dopo il risanamento dei conti, la riqualificazione delle strutture sanitarie e l’assunzione di nuovo personale, ora avvieremo il taglio delle liste di attesa per garantire ai cittadini regole chiare e tempi brevi per visite e prestazioni mediche. Un programma e una responsabilità condivisa tra Amministrazione, direttori sanitari e operatori per aggredire le code e restituire dignità e piena funzionalità al sistema delle cure e dell’assistenza. Tutti insieme dobbiamo raccogliere questa grande sfida – conclude il capogruppo regionale del PD – un tassello fondamentale per assicurare il diritto alla salute delle persone e dare loro il senso di una presenza forte e positiva delle istituzioni pubbliche”.