La commissione antimafia è tornata ancora a sollecitare il Prefetto di Roma Paola Basilone ad istituire e inviare ad Anzio una Commissione d’accesso. L’organo parlamentare, presieduto da Rosy Bindi, durante una audizione ha nuovamente segnalato le situazioni critiche e chiesto alla Basilone di verificarle con una valutazione complessiva ed approfondita. Cominciando dagli ultimi fatti giudiziari che hanno visto protagonista nell’ambito delle inchieste ‘Mala suerte‘, ‘Evergreen‘ e ‘Touchdown’.

L’arrivo della commissione d’accesso, smentito dal sindaco Luciano Bruschini, era stato annunciato già nel mese di gennaio. Ma a tutt’oggi non si sa ancora a convocazione sia stata fatta o meno. Nè se il Prefetto abbia intenzione di fare chiarezza in proposito. Intanto poco fa sull’ultima richiesta della commissione antimafia, è intervenuta la sezione locale di ‘Liberi e uguali‘.

Non è la prima volta che le istituzioni fanno dichiarazioni preoccupanti sulle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio. Il Ministro Minniti  già lo scorso anno, rispondendo all’interrogazione del senatore Cervellini dichiarava che “la situazione è inquietante. L’attenzione e la vigilanza resteranno altissime” e la presidente Rosy Bindi  sosteneva che “Ad Anzio, comune del litorale a sud di Roma, l’uso della violenza anche nella lotta politica  sta portando al blocco delle elezioni.” Di fatto, però, ad oggi non si intravedono interventi istituzionali sul nostro territorio. Ci stiamo avvicinando alle elezioni amministrative e ci chiediamo quale possa essere il clima elettorale se prima non viene fatta chiarezza sulle questioni evidenziate. Saranno le elezioni inquinate dal voto mafioso? Che situazione troverà la nuova giunta? Come forza politica abbiamo da tempo sollevato il problema, non solo con le interrogazioni  parlamentari e gli incontri dei nostri referenti istituzionali con la Prefetta di Roma, ma anche con azioni congiunte con altre forze politiche perché crediamo che la lotta alla mafia debba essere trasversale ed unire tutte le iniziative che vanno in tal senso. Ora aspettiamo che siano le istituzioni a tutelare l’esercizio della democrazia, perché vorremmo affrontare le elezioni in un clima di trasparenza senza dubbi continui sui nostri interlocutori“.