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Omicidio Righini, confermata la pena: 27 anni di reclusione per Matteo Vernile

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Omicidio Righini

E’ stato ritenuto inammissibile il ricorso proposto dai legali – che avevano chiesto clemenza e una riduzione di pena – di Matteo Vernile, di Anzio, condannato a 27 anni di reclusione per l’omicidio di Daniele Righini, il giovane di 22 anni, di Nettuno freddato a colpi di pistola nella sua auto ad Anzio 2. Dunque fa stato la sentenza di condanna a 27 anni emessa in secondo grado dalla Corte di Appello che ha così definito il giudizio a carico dell’ormai 29enne, che ha ucciso Righini e ferito gravemente il suo amico, Massimiliano Cencioni davanti alla sua abitazione, dove era ristretto ai domiciliari. Durante l’udienza sono stati ripercorsi quei tragici momenti che il 28 maggio 2013 portarono all’assassinio del ventiquattrenne in Corso Italia. Righini insieme a Cencioni, aveva accompagnato a casa di Vernile un’amica comune che però aveva dimenticato sul sedile la sua borsetta. Come atto di cortesia i due erano quindi tornati indietro e chiesto alla ragazza di scendere e riprendere la borsa. Due parole forse dette male, un clacson che suona poi i colpi di pistola della calibro 38 che Vernile teneva nascosta sotto la maglietta. Colpi che raggiungono prima Righini poi Cencioni che si getta sull’amico per fargli scudo. Sarà lui, prima di perdere i sensi, a chiamare i soccorsi.

In primo grado Matteo Vernile, già noto alle forze dell’ordine, fu condannato a 30 anni; in appello – dove i legali dell’omicida avevano giocato la carta della semi infermità mentale – la pena fu portata a 27 anni, confermati dalla Cassazione.

Nessuna sentenza mi restituirà mio figlio che è uscito un giorno come tanti e non è più tornato da me“. L’approfondimento con l’intervista a mamma Ines su Il Granchio in uscita domattina.